(Dialogo preelettorale con conoscenti, davanti a una birra offerta che li ha resi amici…)

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A: Ma scusa tu chi voti?

M: Io? Veramente voterei Marino, se fosse possibile…

R: Marino???

A: Guarda che tu questo lo vedi così, ma in realtà… (alzando il pugno)

R: Sì vabbè ma Marino dai, è un coglione…

M: Però ha fatto cose buone, cose che ricorderemo tra anni, e l’hanno crocifisso per due scontrini…

A: …mentre gli altri se magnavano Roma!

M: Ecco appunto! Aveva cominciato a toccare qualche interesse forte e l’hanno fatto fuori…

A: Sì vabbè, ma che staff di comunicazione c’aveva??

M: Beh sì non era il suo forte…

R: oh guardate questa che passa… mamma mia…

A: Questa può darsi che va da noi

M: Dici che c’ha un colloquio?

R: Comunque oh, da noi ce n’è una…

A: …ho già capito di chi parli!

R: eh… si chiama ****  *********

M: ah cazzo, e ci credo!

R: Voglio fondare un club, il fun club ****  *********!

M: Mi iscrivo subito!

R: Allora ti offro un’altra birra!

A: Vabbè ma insomma chi voti?

M: Chiunque va al ballottaggio contro la Meloni!

A: No ma la Meloni secondo me non ci va al ballottaggio

R: eh ma guarda che i voti li prende, più di Marchini

A: Ho capito ma i romani so ritardati

M: ancora difendono Totti…

A: quanto ha rotto il cazzo Totti, e lo dico da romanista!

M: Ma come, lo difendono tutti a Roma!

A: Perchè so ritardati, non hanno mai vinto niente e se attaccano a Totti!

M: Però pure Spalletti ha esagerato dai

A: No, lo devono manda via, è inutile

Cameriere: aho er capetano nun se tocca eh…

M: Ecco appunto…

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La Tessera, La Tessera!

Pubblicato: 3 dicembre 2013 in PD sta anche per...

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[TOC TOC] Ciao, ti va di fare la tessera del Pd?

Uhm, di che si tratta?

Ti iscrivi, paghi una quota, entri nel Pd e scegli tu il segretario del Partito!

Bello! Quindi tutti gli iscritti votano e scelgono il segretario?

Beh sì, nel Congresso, poi ci sono le Primarie…

Cioè?

Cioè i primi tre candidati usciti dal congresso vanno alle Primarie, dove votano tutti!

E le Primarie possono cambiare completamente il risultato del voto degli iscritti?

Certo, perchè alle Primarie possono votare anche i non iscritti, siamo aperti a tutti!

Tutti tutti? Anche quelli di destra? Anche quelli che fino a ieri votavano e facevano politica per un Partito di destra? E magari sputavano sentenze contro di me, contro i coglioni di sinistra etc etc???

Sì, in teoria…

E quindi il segretario del Partito per il quale pago la tessera lo votano anche questi qua!

Beh sì… però solo gli iscritti possono scegliere il segretario provinciale!

Ah so’ soddisfazioni! Vabè almeno lì non c’è secondo turno in cui decidono altri, chi vince il Congresso fa il segretario provinciale?

Più o meno… certo se non vince nessuno possono decidere i delegati…

Sì, così magari il secondo e il terzo si accordano per fregare il primo!

No dai questo non succede! Tranne a Perugia…

…Hai altro da dirmi?

Aspetta aspetta pensaci bene… se sei iscritto hai voce in capitolo in tante altre cose, partecipi alle scelte fondamentali del Partito!

Almeno questo! Per dire, se per caso il Partito vuole fare il governo insieme a Berlusconi, mi chiede almeno prima che ne penso, o no?!

Veramente no… però tranquillo, al Governo mettiamo uno nostro!

Giusto, quello che avevo votato l’anno prima come candidato premier!

No, solitamente preferiamo il suo vice… tanto è uguale no?

Che ne dici di un’enciclopedia? Un abbonamento fastweb? Vuoi risparmiare sulle bollette???

Ragassi, Vaffanculo!

Ragassi, Vaffanculo!


1 – Alle prossime elezioni il Pd candiderà Handanovic, è lui che ha fermato l’avanzata di Berlusconi domenica sera. Due parate decisive senza le quali il trionfo berlusconiano sarebbe stato completo: Balotelli, nero ma italiano, immigrato ma lumbard, che segna il gol decisivo nel derby, Silvio che si alza in tribuna, lo benedice e concede la cittadinanza ai suoi avi fino al settimo grado.
E poi Handanovic è più giovane di Renzi e parla più chiaro di Bersani.

2 – Il Pd ha vinto in Molise. Questa è la prova scientifica decisiva che gli studiosi aspettavano: il Molise non esiste.

3 – La Ginetti è entrata in Senato.

4 – Fini è fuori dal Parlamento.

5 – Quel vecchio (ex) fascista di Fini non è entrato in Parlamento perchè quel democristiano di Casini è andato male. Quel vecchio democristiano di Tabacci è entrato in Parlamento perchè quel comunista di Vendola è andato benino. Credeteci, è veramente così!

6 – Giornalisti e commentatori dicono che Berlusconi ha vinto le elezioni, anche se è passato dal 38 al 21%, perchè comunque partiva in svantaggio secondo i sondaggi.
Anch’io una volta ci ho provato con una strafiga e ho detto che me l’aveva data perchè aveva risposto al mio ciao.

7 – Se c’era Renzi mi nonno c’aveva tre palle.

8 – I neoeletti grillini prenderanno, al netto delle tasse e della rinuncia di parte dell’indennità, 11.300 €. Undicimilatrecento euro. 11.300. UNDICI, MILA, TRECENTO, EURO.
Adesso che fanno, si indignano e formano un partito contro loro stessi?

9 – Sono passati tre giorni dalle elezioni e ho già sentito tre grillini parlare di presidenze di Copasir e Vigilanza Rai. Nuova politica.

10 – Dopo lo straordinario risultato il Movimento 5 Stelle non voterà la fiducia a nessun governo, per il bene dell’Italia. Punta ad andare alle elezioni, magari dopo un accordo Pd-Pdl, grazie al quale prenderà il 70%. A quel punto darà l’appoggio esterno a un governo 5 stelle, per il bene dell’Italia, per poi farlo cadere presto e tornare alle urne. A quel punto, con il 99% dei seggi, farà un colpo di stato per cacciare quell’ultimo 1% di esponenti della Kasta, sempre per il bene dell’Italia.

11 – Ingroia rimane fuori dal Parlamento e dà la colpa a Bersani e i suoi a Crozza. Avete ragione, compagni, avete sempre ragione voi compagni…

12 – Casapound a Roma ha preso lo 0.4%, 7280 voti. Uno ogni 100 manifesti abusivi.

13 – Grillo continua a vietare ai suoi eletti di andare in tv. Dopo averli sentiti alle prime uscite radio e tv si è capito anche il perchè.

14 – Ogni volta che un tedesco dice una cazzata scomodiamo Hitler. Solo che in Germania i loro conti con il nazismo li hanno fatti, da noi uno che dice che Mussolini ha fatto soprattutto cose buone quasi governa di nuovo.

15 – Per la prima volta nella storia di questo Paese i voti cattolici non sono decisivi in Parlamento. E’ il caso di muovere guerra al Vaticano e cacciare il… ah no se n’è andato da solo.

Silvio Spaventa ancora

Pubblicato: 15 gennaio 2013 in Non sono un uomo frivolo

Vincete qualche coppa prima di parlare con lui.

La scorsa settimana è morto Luigi Spaventa.
Docente di economia, parlamentare, ministro, presidente della Consob. Annunciando la sua scomparsa tv e giornali hanno ricordato che Spaventa affrontò Berlusconi nel collegio maggioritario alle elezioni del ’94: il Tg1 con Susanna Petruni ha sottolineato con un certo piacere chi uscì, inesorabilmente, sconfitto da quel duello.
C’era un periodo in cui anche in Italia i parlamentari venivano scelti direttamente dai cittadini in piccoli collegi. Si affrontavano due o più coalizioni, uno solo veniva eletto e per 5 anni rappresentava il collegio in Parlamento: ai cittadini doveva rispondere di cosa faceva durante il suo mandato, senza il terrore di sottoporsi poi a primarie o primariette, perchè sul territorio c’era ed era conosciuto. Anche i big non sfuggivano a questo meccanismo e il rampante Berlusconi del ’94 ebbe vita facile contro l’oscuro economista pur affrontandolo in un collegio di Roma.
In pochi hanno ricordato, però, un curioso episodio legato a quella campagna elettorale: mentre Spaventa parlava della crisi del Sistema Economico Europeo, da economista di sinistra che aveva inizialmente espresso dubbi sulla moneta unica, Berlusconi rispose: “Prima di rivolgersi a me Spaventa deve vincere almeno una Coppa dei Campioni”, visto che lui, con il Milan, stava per festeggiare la terza.

L’episodio, riletto oggi, fa solo sorridere e non aggiunge nulla al personaggio, ma in tempi di compassati democristiani e grigi (ex)comunisti fece scalpore: chi era questo imprenditore con un passato misterioso, proprietario di televisioni, assicurazioni, imprese edili, giornali, supermercati, per rivolgersi così al suo avversario, tra l’altro uno stimato ministro del governo dei professori? Eppure la differenza era netta: il piano politico si spostava dai programmi, dalle idee, dalle ideologie, ai talenti e ai meriti personali, al vigore fisico, alle vittorie personali e sportive, chissà per finire magari un giorno alle conquiste femminili, in un crescendo farsesco più che calvinista.
La storia ci racconta come finì la corsa: milioni di italiani credettero al venditore milanese che vinse le elezioni non solo grazie a battute come questa, e vinse o pareggiò anche un paio di quelle dei successivi 15 anni. Quell’episodio inaugurò un’epoca, nella quale Berlusconi non viene mai giudicato per quello che dice, ma per come lo dice, e proprio per questo lo scontro con Santoro viene ricordato come una sua vittoria.
E quell’epoca, purtroppo, non è ancora conclusa.

Mio dddio Fabio Grosso

Speriamo che l’Italia batta la Germania stasera, arrivi in finale, vinca gli Europei.

Ma speriamo anche che non si dimentichi, poi, di come ci siamo arrivati a questi Europei. Con l’ennesimo scandalo di un calcio malandato, con mezza serie A sotto inchiesta, un paio di giocatori indagati, uno rimasto a casa perchè richiamato dai magistrati, un altro costretto a dare spiegazioni su spese grosse in ricevitoria. Con strani autogol di mezzi giocatori, con quasi campioni famosi e ben pagati che entrano ed escono dal carcere, con ex nazionali che si piegano ai voleri e ai soldi di bulgari, zingari, asiatici.

Speriamo che la vittoria non sia l’occasione per un’ennesima amnistia all’italiana, e che stavolta, come solo in parte nel 2006, si vada fino in fondo nel fare pulizia e che alla fine non prevalga, in nome della vittoria, degli eroi e della patria, il solito volemose bene all’italiana.

E poi speriamo che ci si ricordi anche che questi Europei si giocano in un paese sull’orlo del regime dove hanno fatto sparire i cani randagi perchè stava brutto per chi andava in visita al prodotto tipico locale, la gnocca. E che il candidato concorrente dell’Ucraina ad ospitare questi Europei era l’Italia, dove abbiamo stadi vecchi e pericolosi, curve criminali e scandali come se piovesse. E quindi hanno scelto l’Ucraina, almeno lì si limitano a cucire i palloni con i cani, come dicono su facebook.

Speriamo non ci si dimentichi che Buffon è ancora il miglior portiere del mondo, ed è uno dei migliori di tutti i tempi. Ma che come Rocco Siffredi sa fare una sola cosa e dovrebbe limitarsi a fare quella, parare, anzichè fare l’opinionista. E non a a fare il moralista, uno che si è comprato il diploma, senza irritarsi se gli ricordano che in tabaccheria aveva esagerato con le scorte di gratta e vinci, sigarette e gomme alla liquirizia, senza scandalizzarsi se qualcuno ancora osa rinfacciargli il boia chi molla sulla maglietta, senza mandare messaggi paramafiosi alla Spagna che comportandosi onestamente “ci ha fatto un favore”.
Speriamo non si archivi come l’ennesima bravata di un ragazzaccio che non vuole crescere mai l’imbarazzante uscita sui “frògi” di Cassano, che tanto vabè, lo sappiamo, è fatto così, c’ha solo 30 anni che ci vuoi fare.
E speriamo che magari si possa riflettere sul fatto che Balotelli è antipatico, arrogante, presuntuoso, fastidioso, macchinoso in campo e irritante. Ma una banana lanciata dagli spalti non è disapprovazione, disappunto, contestazione del pubblico. E’ razzismo, e basta.

E speriamo anche che questa sera, tra qualche sfottò ai crucchi magnacrauti, non si odi troppo la Germania. Che se anche la Merkel sta sbagliando molto e ha responsabilità, come tanti altri governi europei, nella gestione della crisi, non per questo si deve odiare tutto il popolo che l’ha votata. Anche perchè se così fosse noi dovremmo essere odiati dal resto del mondo. E magari ci si ricordi che i tedeschi, tra spalle arrossate dal primo sole, salsicce troppo condite e calzini improponibili, hanno città vivibili e organizzate e, tanto per dirne una,  investono in rinnovabili molto molto più dell’Italia, terra d’u sole, e incassano dalla gestione dei beni culturali più dell’Italia, un museo a cielo aperto con i monumenti pericolanti.

Sperando alla fine, di non dover rimanere superiori sempre e soltanto in un campo di calcio.

5 anni e domani

Pubblicato: 5 maggio 2012 in Non sono un uomo frivolo

Sono passati cinque anni da quella notte bruttissima che non finiva mai e da quel pomeriggio triste di giugno che consegnarono Todi alla destra per la prima volta.
In politica cinque anni sono un’infinità: nel frattempo tante città della rossa Umbria sono amministrate dalla destra: Deruta, Montefalco, Torgiano, perfino Orvieto.

Cinque anni nei quali la rivoluzione annunciata non c’è stata. Niente di quello che è stato promesso è stato fatto, e non si sa se sia stato meglio o peggio così.
Sono stati cinque anni di lampioni cambiati a caro prezzo, di rotatorie propagandate come grandi opere, di piccole manutenzioni spacciate per innovazioni, di illuminazioni installate l’ultimo giorno di campagna elettorale. Ci sono stati libri ben finanziati su argomenti quantomeno discutibili, una stagione di prosa sottratta inutilmente a chi la gestiva con successo da anni, ci sono stati autovelox posizionati in ogni dove, malgrado le promesse andassero in senso opposto, c’è stato uno spazio comunale assegnato in gestione ad un’associazione parafascista. Nulla è stato fatto per i giovani, nulla per il turismo, si sono spesi tanti soldi per il lapidario mentre è stato affossato il Todinotte e l’attività della biblioteca, e sono spariti quei tanti, piccoli eventi che scandivano la vita culturale della città.
In questi cinque anni Todi ha perso la sua centralità nel comprensorio, ha perso servizi, strutture, finanziamenti. Il passaggio al nuovo ospedale è stato gestito con sciatteria prima e opportunismo poi.

Progetti, nessuno. Piccoli interventi, qualche rarissima intuizione felice, coperta da una realtà di arroganza e superficialità. Mai una visione al futuro della città, per un suo domani, per un fine che non fosse quello del consenso spicciolo e immediato.

Domani si vota, a Todi e in Francia. I socialisti in Francia non vincono dai tempi di Mitterrand e della sua forza tranquilla. Carlo la sua “forza tranquilla” l’ha usata in campagna elettorale per farsi conoscere da chi non l’aveva mai visto, per spiegare con semplicità qual è il suo progetto, senza urlare, senza insultare, senza mai dileggiare l’avversario perchè poco attraente. Ha lavorato ad un’idea, si è circondato di giovani e di facce nuove, con i quali realizzare un vero rinnovamento nei modi e nelle azioni.
Da cinque anni aspetto questo domani.

Forza Carlo!

Tagli

Pubblicato: 26 aprile 2012 in Non sono un uomo frivolo

Con la crisi ci siamo abituati a tagliare molte cose.
Ma c’è ancora qualcosa di cui potremmo fare a meno:

L’Iphone, l’arbre magique, il camogli all’autogrill, la wii, i cani, le scatolette e i croccantini per i cani in un mondo in cui metà della popolazione si muore di fame, l’Ipad, i suv, gli scooteroni, Libero e Il Giornale, il panettone, la pochette, la pizza con i wurstel, le ultime canzoni di Ligabue, i gioiellieri che dichiarano 14.000 €, le cravatte da 100 €, le labbra rifatte dopo i 50 anni, le tette rifatte prima dei 18 anni, i film di Natale, gli attici, i dischi degli Eagles, le ville in Toscana, i libri di Moccia, la noce moscata, la scorza di limone, il latte ad alta digeribilità, le figurine non della Panini, l’acqua ferrarelle, l’acqua panna, Carla Bruni, il vino rosso con il pesce, l’esenzione Ici alla Chiesa, le fotogallery di Repubblica.it buone solo per mostrare un po’ di fica, il Molise, Vissani, Christina Aguilera, Marchionne, i programmi di Barbara D’Urso, Vinicio Capossela, il nome Vinicio, le giacche con le toppe, i maglioni a collo alto, le hogan, le scarpe senza lacci, il sushi, il wok, gli involtini primavera, le scarpe fatte dai cinesi, il Genoa, la Pistoiese, Tuttosport, il nome Marco, Nonciclopedia, i mandarini, l’ananas, la pèsca, la pésca, Claudio Baglioni, le scuole medie, Elton John, la provincia di Barletta-Andria-Trani, la battaglia di Lissa, l’articolo 17 perchè il 18 lo teniamo, openoffice, la venerazione per Steve Jobs, Mastella, i blog di politica internazionale, i blog di moda, il sonno del lunedì, dimenticarsi di Crozza il martedì, il mercoledì, le feste del giovedì, il lavoro di pomeriggio del venerdì, i programmi televisivi del sabato, gli articoli di Scalfari della domenica, le cravatte a pois, la barba fatta, la foglia di insalata nell’hamburger, Roma sporca, Roma caotica, Roma trafficata, Roma disorganizzata, i Babbo Natale che si arrampicano sui muri delle case, i bicchieri da cucina, la cartapesta, Fendi, Gucci, Dolce&Gabbana, Briatore, Hamilton, le missioni di pace, Guardiola, Odoacre Chierico, i vegetariani, il posto riservato ai mutilati di guerra, lo sponsor Unicef sulla maglia del Barcelona, i manifesti abusivi, Cortina, Del Piero, la neve d’estate, il mare d’inverno, le foto dei figli piccoli su facebook, i centri commerciali a più di due piani, i funghi che riscaldano i tavolini all’aperto, il resto in monete da 5 centesimi, i cori a due voci, i morti nei cantieri, il riporto, i maglioni verdi, l’Ungheria, Evaristo Beccalossi, l’espressione Date a Cesare quel che è di Cesare usata impropriamente.