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L’eccezione

Pubblicato: 8 luglio 2011 in Esco solo con lei
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In questo blog non si pubblica mai materiale altrui o articoli vari. L’eccezione è Marco Travaglio.

Siccome gli italiani sono un popolo di pallonari e i tre quarti dei giornalisti una manica di pallisti, ci voleva Calciopoli per far capire che la prescrizione e l’assoluzione sono cose opposte.

Cos’è accaduto? Che il pm sportivo Palazzi ha chiuso le indagini sulle intercettazioni di Calciopoli relative all’Inter e ha sostenuto che, telefonando ai designatori arbitrali, l’Inter di Moratti e Facchetti ha violato l’art. 1 (“slealtà sportiva”) e l’art. 6 (“illecito sportivo”), ma non può essere punita perché è tutto prescritto. A meno che, si capisce, l’Inter non rinunci alla prescrizione. Palazzi equipara l’Inter agli altri club puniti per Calciopoli:Fiorentina, Lazio e Milan. Tutti tranne uno: la Juventus di Moggi e Giraudo, protagonista di fatti “di differente gravità, protrazione e invasività”, dunque fuori concorso e giustamente retrocessa in Serie B e privata di due scudetti. Però il pm sportivo ricorda che la sua tesi accusatoria contro Milan, Fiorentina, Lazio e ora Inter è già stata sconfessata dalla Corte federale, secondo cui non basta telefonare ai designatori per commettere illecito: occorre che le pressioni arrivino agli arbitri e li condizionino. La qual cosa Palazzi non è riuscito a provare per nessun club, eccetto la Juve. Dunque è verosimile che, anche se l’Inter rinunciasse alla prescrizione, verrebbe assolta o privata di qualche punto. E, siccome le presunte pressioni interiste non sortirono effetti e ai tempi della Triade Bianconera l’Inter perdeva campionati truccati, nessuno scudetto deve passare di mano. Ciò detto, sarebbe un bel gesto da parte di Moratti rinunciare alla prescrizione per farsi giudicare nel merito.
Così potrà finalmente difendersi nel processo sportivo (penalmente, gli inquirenti napoletani hanno già ritenuto che non c’è nulla di rilevante). Già, perché finora hanno parlato solo Palazzi e Moggi (altro…)

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Travaglio, come non l'ho visto

Questa è la storia di due giornali.
Uno ha aperto da meno di un anno e vende tantissimo, l’altro vende molto meno, ma va avanti lo stesso con i soldi del Capo, trova notizie e scoop non verificati, è capace di lanciare merda addosso a chiunque, agli ordini del Capo.
Il primo ieri veniva celebrato a Perugia al Festival del Giornalismo per i suoi risultati, il secondo cercava di guardare dal buco della serratura, mandando un innocuo cronista a spiare qualcosa.

Questa è la storia de Il Fatto Quotidiano e di Libero, di una serata a Perugia tentando, invano, di entrare al Morlacchi, passata al freddo in mezzo a tante altre persone, rimaste fuori come me, perchè Piazza Morlacchi alle otto e trequarti era già piena e il portone del teatro si è chiuso presto.
Si arriva che piove parecchio, trovo la folla ma non mi passa nemmeno per la testa di non entrare. (altro…)