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La Tessera, La Tessera!

Pubblicato: 3 dicembre 2013 in PD sta anche per...

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[TOC TOC] Ciao, ti va di fare la tessera del Pd?

Uhm, di che si tratta?

Ti iscrivi, paghi una quota, entri nel Pd e scegli tu il segretario del Partito!

Bello! Quindi tutti gli iscritti votano e scelgono il segretario?

Beh sì, nel Congresso, poi ci sono le Primarie…

Cioè?

Cioè i primi tre candidati usciti dal congresso vanno alle Primarie, dove votano tutti!

E le Primarie possono cambiare completamente il risultato del voto degli iscritti?

Certo, perchè alle Primarie possono votare anche i non iscritti, siamo aperti a tutti!

Tutti tutti? Anche quelli di destra? Anche quelli che fino a ieri votavano e facevano politica per un Partito di destra? E magari sputavano sentenze contro di me, contro i coglioni di sinistra etc etc???

Sì, in teoria…

E quindi il segretario del Partito per il quale pago la tessera lo votano anche questi qua!

Beh sì… però solo gli iscritti possono scegliere il segretario provinciale!

Ah so’ soddisfazioni! Vabè almeno lì non c’è secondo turno in cui decidono altri, chi vince il Congresso fa il segretario provinciale?

Più o meno… certo se non vince nessuno possono decidere i delegati…

Sì, così magari il secondo e il terzo si accordano per fregare il primo!

No dai questo non succede! Tranne a Perugia…

…Hai altro da dirmi?

Aspetta aspetta pensaci bene… se sei iscritto hai voce in capitolo in tante altre cose, partecipi alle scelte fondamentali del Partito!

Almeno questo! Per dire, se per caso il Partito vuole fare il governo insieme a Berlusconi, mi chiede almeno prima che ne penso, o no?!

Veramente no… però tranquillo, al Governo mettiamo uno nostro!

Giusto, quello che avevo votato l’anno prima come candidato premier!

No, solitamente preferiamo il suo vice… tanto è uguale no?

Che ne dici di un’enciclopedia? Un abbonamento fastweb? Vuoi risparmiare sulle bollette???

Ragassi, Vaffanculo!

Ragassi, Vaffanculo!


1 – Alle prossime elezioni il Pd candiderà Handanovic, è lui che ha fermato l’avanzata di Berlusconi domenica sera. Due parate decisive senza le quali il trionfo berlusconiano sarebbe stato completo: Balotelli, nero ma italiano, immigrato ma lumbard, che segna il gol decisivo nel derby, Silvio che si alza in tribuna, lo benedice e concede la cittadinanza ai suoi avi fino al settimo grado.
E poi Handanovic è più giovane di Renzi e parla più chiaro di Bersani.

2 – Il Pd ha vinto in Molise. Questa è la prova scientifica decisiva che gli studiosi aspettavano: il Molise non esiste.

3 – La Ginetti è entrata in Senato.

4 – Fini è fuori dal Parlamento.

5 – Quel vecchio (ex) fascista di Fini non è entrato in Parlamento perchè quel democristiano di Casini è andato male. Quel vecchio democristiano di Tabacci è entrato in Parlamento perchè quel comunista di Vendola è andato benino. Credeteci, è veramente così!

6 – Giornalisti e commentatori dicono che Berlusconi ha vinto le elezioni, anche se è passato dal 38 al 21%, perchè comunque partiva in svantaggio secondo i sondaggi.
Anch’io una volta ci ho provato con una strafiga e ho detto che me l’aveva data perchè aveva risposto al mio ciao.

7 – Se c’era Renzi mi nonno c’aveva tre palle.

8 – I neoeletti grillini prenderanno, al netto delle tasse e della rinuncia di parte dell’indennità, 11.300 €. Undicimilatrecento euro. 11.300. UNDICI, MILA, TRECENTO, EURO.
Adesso che fanno, si indignano e formano un partito contro loro stessi?

9 – Sono passati tre giorni dalle elezioni e ho già sentito tre grillini parlare di presidenze di Copasir e Vigilanza Rai. Nuova politica.

10 – Dopo lo straordinario risultato il Movimento 5 Stelle non voterà la fiducia a nessun governo, per il bene dell’Italia. Punta ad andare alle elezioni, magari dopo un accordo Pd-Pdl, grazie al quale prenderà il 70%. A quel punto darà l’appoggio esterno a un governo 5 stelle, per il bene dell’Italia, per poi farlo cadere presto e tornare alle urne. A quel punto, con il 99% dei seggi, farà un colpo di stato per cacciare quell’ultimo 1% di esponenti della Kasta, sempre per il bene dell’Italia.

11 – Ingroia rimane fuori dal Parlamento e dà la colpa a Bersani e i suoi a Crozza. Avete ragione, compagni, avete sempre ragione voi compagni…

12 – Casapound a Roma ha preso lo 0.4%, 7280 voti. Uno ogni 100 manifesti abusivi.

13 – Grillo continua a vietare ai suoi eletti di andare in tv. Dopo averli sentiti alle prime uscite radio e tv si è capito anche il perchè.

14 – Ogni volta che un tedesco dice una cazzata scomodiamo Hitler. Solo che in Germania i loro conti con il nazismo li hanno fatti, da noi uno che dice che Mussolini ha fatto soprattutto cose buone quasi governa di nuovo.

15 – Per la prima volta nella storia di questo Paese i voti cattolici non sono decisivi in Parlamento. E’ il caso di muovere guerra al Vaticano e cacciare il… ah no se n’è andato da solo.

Dobbiamo inventarci qualcosa!

Pubblicato: 11 ottobre 2011 in PD sta anche per...

MASSIMO (con la voce da cattivo dei film) La situazione è drammatica, i sondaggi sono chiari…

WALTER (con la voce di Winnie The Pooh): Che succede Massimino?

M: Non chiamarmi Massimino te l’ho detto mille volte!

W: Ma perchè no, lo sai che ti voglio bene…

M: Ascoltami idiota, la situazione è seria! Guarda gli ultimi sondaggi, il centrosinistra è in netto vantaggio…

W: Ah dicono che vinciamo di 8 punti, bene!

M: Bene un cazzo! E’ una tragedia, te ne rendi conto o no???

W: Beh torniamo al Governo, non sei contento?  Io non vedo l’ora, stavolta voglio fare il Ministro degli Esteri!

M: Scordatelo! Quello è mio a vita!

W: Uffa… va bene allora potrei fare il Ministro della Giustizia, come il grande Bob Kennedy…

M: Smettila di fare il bambino, tu al massimo andrai alla Cultura. Così vai a farti insultare pure da De Sica che c’ha i miliardi e dice che il cinema muore di fame!

W: Sì sì la cultura sì, così faccio il Festival del Cinema Espressionista di Ladispoli, dichiaro il Subbuteo Sport Nazionale e…

M: Ma vuoi starmi a sentire? Rischiamo davvero di vincere le elezioni stavolta, tutti i sondaggi sono con noi, Berlusconi è completamente sputtanato e quella specie di alleanza con Di Pietro e Vendola viene vista come un’alternativa credibile… dobbiamo assolutamente inventarci qualcosa!

W: …per stravincere?

M: Ma no, scemo, per perdere! Non possiamo mica andare al governo in questo momento! La crisi durerà anni, ci vai tu a tagliare le pensioni alla povera gente? A dichiarare guerra alla Siria? A chiedere aiuto alla Merkel? Ci litighi tu tutti i giorni con Di Pietro??? (altro…)

Da 17 anni imperversa nella politica italiana. Ne è eroe e antieroe. Da solo regge il bipolarismo, da solo regge destra e sinistra.
La destra senza di lui non sarebbe mai arrivata al potere e non sarebbe così compatta.
La sinistra senza di lui non potrebbe sperare di arrivare al potere e non avrebbe, ancora, l’unico motivo che la tiene in vita.
E’ la rockstar della politica, l’unica vera rockstar italiana, con la disinvoltura di Mick Jagger e l’immortalità di Jim Morrison!

Una vita tra puttane, eccessi, miliardi, calciatori, belle macchine, senatori, feste e festini, ville e jet privati, battutacce e amicizie imbarazzanti: insomma, come una vera rockstar, ben oltre i settanta.
Tutto ciò che all’italiano piace di più, tutto ciò che l’italiano sogna.
Icona pop da maglietta, fa dell’immagine e del culto della personalità la sua forza: deve apparire bello, magro, alto, in forma, con i capelli lunghi, perchè l’immagine vincente fa vincere. (altro…)

Fatemi capire

Pubblicato: 7 marzo 2010 in guardate, PD sta anche per...

Dopo una settimana senza televisione nè internet faccio fatica a capire cosa succede in Italia…

… un parlamentare del Pdl eletto all’estero si dimette perchè in odore di mafia ed eletto illegittimamente

… per candidarsi aveva preso la residenza in Belgio, in una via risultata inesistente di Bruxelles

… quello stesso parlamentare, quando si dimette, riceve tanti, ma tanti, applausi dai colleghi del suo gruppo

… quello stesso parlamentare si giustifica dicendo di essere stato un po’ ingenuo. Schiavo, nelle intercettazioni i suoi referenti non lo chiamavano ingenuo, gli dicevano “Schiavo”. A volte anche “Testa di merda”, ma mai ingenuo.

… un gentiluomo di Sua Santità si sceglieva i cazzi negri facendosi consigliare da un corista del Vaticano

… canta che ti passa devono pensare oltretevere, visto che sembra che certi giochetti si facevano anche mentre il coro lo dirigeva il fratellino di Papa Ratzy

… il Pdl nel Lazio presenta in ritardo le liste perchè l’incaricato di presentarle se sta a magna un panino (altro…)

D’Alema cade nel mare pugliese

Domenica scorsa, con meno clamore e sorpresa rispetto a cinque anni fa, Nichi Vendola ha nuovamente vinto le Primarie e sarà il candidato del centrosinistra in Puglia.

Con buona pace dell’Udc, che già strizza l’occhio al Pdl, del Pd, di Bersani, D’Alema e tutti gli artefici di un suicidio da capolavoro: come prendere il governatore uscente, furbo e capace ma in difficoltà anche per alcuni errori politici e amministrativi, farlo diventare un martire e trasformarlo, in meno di un mese, nell’emblema dell’onda dei cittadini che si liberano dei partiti.
Se l’operazione, astuta, era quella di creare il polverone per rafforzare la sua immagine in calo nei sondaggi e trascinarlo forte e vincente alle elezioni, è riuscita. Altrimenti è un suicidio.

Nella realtà, Nichi è uomo di partito, con mosse e mezzi molto realpolitici e con l’appoggio pieno di quegli stessi partiti-mostri ha governato, bene, in questi cinque anni. Ora ha giocato bene il ruolo della vittima, per sua stessa ammissione, ed ha vinto una competizione, come quella delle primarie, dagli odori plebiscitari.
E per fortuna ha vinto!
Mandando un messaggio chiaro al Pd: un alleato e un bacino di voti da conquistare ci sono, e sono a sinistra, non sono certo quelli sporchi, vaghi e ricattatori dell’Udc.

Vista dall’Umbria, piccola regione largamente rossa che a meno di due mesi dalle elezioni non ha scelto il proprio candidato, quella di Vendola è sembrata un’impresa epica.
All’interno del Pd quanto successo in Puglia viene sfruttato dalla minoranza – decisa dai voti congressuali – per cavalcare la battaglia contro chi il congresso l’ha vinto, per una rivincita fuori tempo Massimo, che farà soltanto male a tutti e che potrebbe finire per regalare la Regione alla destra.
Adesso in Umbria sono tutti vendoliani, adesso sono tutti contro il gruppo dirigente, adesso sono tutti contro i partiti, anche quegli stessi che del partito fanno parte, anche i cosiddetti “giovani”, cresciuti come piccoli assessori all’ombra dei big.
Fino a qualche mese fa Vendola era la sinistra da escludere, che tanto ci fa perdere, che tanto noi-semo-forti-da-soli e Bersani che voleva dialogarci era un pazzo.
Oggi Vendola è il rivoluzionario che ha messo alla berlina il Partito, e via alla rivoluzione, però senza muoversi dal calduccio dell’ufficetto del partito.
Obiettivo: sostituire un gruppo dirigente, con un altro gruppo dirigente. Prove di forza, per misurare chi ha più nervi, energie, o voti, soldi, numeri. Altro che primavere, idee, novità.

Volete una “primavera umbra”? Bello mi piace, ci sto!

Volete cambiare gruppo dirigente per sostituirlo con un gruppo giovane, innovativo, con idee e persone nuove e preparate?? Bello mi piace, ci sto!

Chi sono i nuovi? Gli stessi che sono Parlamentari da vent’anni, però dice che hanno perso il congresso e adesso – oh – so battaglieri e spaccano tutto???

Allora meglio di no.


Erano MESI che non vedevo un’edizione intera del Tg1 delle 20. Ieri per caso mi sono trovato a vederlo, tutto, dall’inizio alla fine: è stata un’esperienza deprimente.

(qui l’edizione integrale)

Si comincia con l’inviato in diretta dal Palazzo che ci racconta l’incontro di Berlusconi I Martire con Napolitano: totale sintonia tra i due,  sembra, il premier sta mettendo in pratica quanto richiesto dal presidente della Repubblica nel messaggio di Capodanno, cioè riforme. Quali sono le riforme attuate o promesse da Berlusconi non si sa, perciò l’inviato si butta sul patetico ricordando che i due si sono scambiati complimenti e solidarietà uno con l’altro: fatterelli di due settimane fa, ma poco importa, il clima è ancora natalizio, la politica non ha ripreso a girare e la conclusione è “il nuovo anno sembra cominciare su auspici nuovi nei rapporti tra il colle più alto e Palazzo Chigi”.

Secondo servizio sul ritorno di Berlusconi a Roma dopo aver tolto la sindone: è il servizio centrale e viene scomodata la “mitica” Sonia Sarno. Il tono è epico, il gladiatore fa ritorno in patria e mostra i segni della battaglia, cioè niente: setto nasale fratturato, due denti, dopo venti giorni non c’è più niente. Il servizio parla di riforme, vagamente individuate in riforma della giustizia e riforma del fisco, la prima è quella che taglia i processi, compresi, guarda caso, quelli di Berlusconi; la seconda è la stessa idea del ’94, che in sedici anni è rimasta un’idea, ma quando si avvicinano le elezioni salta fuori dall’armadio. Scorrono le immagini della gente che accoglie Berlusconi, manifestanti dei club della libertà: sono DIECI in tutto, comparse con tanto di costume, cestino pranzo e macchinetta fotografica, ma la Sarno si è piazzata molto vicino a loro e i “bentornato” si sentono bene.

Terzo servizio, dibattito sulla giustizia: si apre ancora con le parole e le “proposte” della maggioranza. E qui il misfatto: dopo “soli” 5′ e 25” di telegiornale di Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi, Gasparri, Quagliarello, Cicchitto, La Russa e Alfano, il Tg1 si accorge dell’opposizione e fa parlare la Finocchiaro e ci racconta di Bersani, Di Pietro e Casini: totale 35”. Ma un buon telegiornale di regime non può mai chiudere un servizio con le parole di quei disfattisti dell’opposizione – è la tecnica del panino – e l’ultima parola spetta a Bonaiuti.

Lo spazio per l’opposizione in realtà c’è, potrebbe giustificarsi il direttore Scodinzolini, peccato si materializzi nelle forme ammalianti di Rutelli che, in versione Guzzanti “ricordati degli amici”, porge mani, braccia e culo alla maggioranza, pronto a votare tutto, compresa la legge sul fisco. Rutelli, nel 2001, era il candidato del centrosinistra.

Quinto servizio, indirettamente ma nemmeno tanto, si parla ancora di Berlusconi: il Tg1 ci informa di cosa fa ora Tartaglia, il lanciatore di statuette, e sul tema intervengono numerosi esperti: quattro sciùre milanesi ben impellicciate sono concordi nel mandarlo in “qualche” clinica.

Di matto in matto, di aggressione in aggressione, il Tg1 denuncia la violenza di Paolini, poi si butta su Rosarno, ancora con un mezzo capolavoro: aprono le parole di Napolitano “a Rosarno oscurate legalità e solidarietà”, poi il servizio racconta di una manifestazione contro la violenza e il razzismo, un extracomunitario condanna le devastazione dei ribelli, ma della mafia, delle spranghe, dei fucili, degli immigrati sfruttati e poi cacciati, al Tg1 non c’è traccia. Ci sono invece due servizi strappalacrime su Mamadou in ospedale per gli “scontri interazziali dei giorni scorsi”, e poi sull’integrazione perfetta in Emilia, un altro mondo, dove tanti immigrati fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare. Messaggio per le casalinghe davanti alla tv: bravi negri, squartate i vitelli e zitti, che non vi tocca nessuno, e non vi azzardate a chiedere diritti che so’ botte!

Velocissima dichiarazione senza servizio dell’Osservatore Romano che Romita legge a tempo record e via al servizio su Fini, che oggi ci mostra la sua faccia buona in difesa degli immigrati schiavizzati e sfruttati. Ma Fini è lo stesso della Legge Bossi-Fini sull’immigrazione?

Altra notizia velocissima senza servizio: parere negativo del Csm sul provvedimento del Governo che trasferisce d’ufficio i magistrati, via in pochi secondi, e si passa al Papa che dice che “l’egosimo dell’uomo è la causa della crisi e del degrado ambientale”. Anelli e mantellina rossa sono ben in vista.

Segue Bersani che, in un mini-servizio di 29”, chiede conto al governo dell’operazione Alitalia, che ha portato costi per lo Stato, meno servizi e licenziamenti: il Tg1 è in vena di capolavori stasera, e va in onda niente meno che un’intervista in ginocchio al presidente di Alitalia Colaninno. Non viceversa. Parla il capo dell’opposizione, fa delle critiche, segue un servizio che smentisce quello che ha appena detto, con a disposizione il triplo del tempo. L’imprenditore direttamente chiamato in causa risponde al politico. Chapeau.

Altra notizia potenzialmente negativa per il Governo, ancora velocissima e senza servizio: scende ancora il potere d’acquisto degli italiani, ma Romita elenca una serie di numeri impicciandosi anche e ovviamente non si capisce nulla.

Sono le 20.20 e il Telegiornale del Governo può finire qui. Tempo a disposizione della maggioranza o del Governo: 6′ e 35” + 1′ 30” a Colaninno per il servizio farsa su Alitalia. Opposizione: 2′ e 15”, di cui la metà a Rutelli.

Segue il maltempo, che fa sempre notizia, un’ennesima strisciata veloce senza servizio sull’archiviazione dell’indagine contro Beppino Englaro per omicidio volontario, i cinesi che ancora mangiano i bambini preferendo ora le femmine, un servizio comico sui vizi alcolici dei ministri di altri Paesi ovviamente mica italiani, e un altro servizio contraddittorio sul divieto di fumo nei locali: anche qui non ci si capisce molto, il titolo d’apertura era “Divieti in fumo”, ma si fa parlare ancora la gente comune e non si sa se la legge ha funzionato oppure no. Belle macchine e belle donne, biliardino e Mollicone chiudono il tutto.

Amen.

“Alzò lo sguardo verso quel volto enorme. Ci aveva messo quarant’anni per capire il sorriso che si celava dietro quei baffi neri. Che crudele, vana inettitudine! Quale volontario e ostinato esilio da quel petto amoroso! Due lacrime maleodoranti di gin gli sgocciolarono ai lati del naso. Ma tutto era a posto adesso, tutto era a posto, la lotta era finita. Era riuscito a trionfare su se stesso. Ora amava il Grande Fratello.”