Archivio per febbraio, 2010

Sì, parlo di Sanremo.
So che starete pensando “oh sta proprio alla frutta, parla di Sanremo…“, ma non vedo perchè non si dovrebbe. E’ pur sempre un fenomeno della cultura italiana, forse addirittura emblema della sua attuale pochezza? E allora parliamone.
Quindi, cari i miei snob, sciò, mettetevi l’anima in pace e filate, andate ad ascoltarvi i Sigur Ros e a mangiare filetti di soia da qualche altra parte.

Premessa: non ho visto un solo minuto in diretta delle cinque serate (cinque!) di Sanremo 2010; sono andato a rivedermi poi Simone Cristicchi, Malika e Irene Grandi, gli unici da salvare, a quanto pare, di questa edizione. Ho seguito qualcosa alla radio nel disperato tentativo di gufare il Milan martedì, poi soprattutto attraverso il blog di Assante e Castaldo su Repubblica.it, che hanno inventato il tormentone “everywhere, everylake”. Lì si capiva tutto, senza bisogno di vedere le tette della Clerici, le coriste biancorossoverdi del trio sabaudo, le battute di Cassano, la protesta degli orchestrali.

Ora, è fin troppo facile dire che siamo messi male, che se la musica italiana di oggi è Scanu, Mengoni e il Trio Pupo-Principino-Tenorechefa“ooohh”, è meglio lasciare perdere, che Sanremo non è più quello di una volta, e che se stava meglio quando se stava peggio.
Ma insomma, pur essendo quanto di più nazionalpopolare, ruffiano e circense si potesse immaginare, Sanremo fino a qualche anno fa sfornava qualcosa di decente. Niente di originale, niente di rivoluzionario, niente di vicino ai gusti dei giovani o alla musica del resto del mondo. Ma, almeno, qualche cantante importante, ogni tanto qualche giovane interessante, uno spettacolo tutto sommato musicalmente apprezzabile, al di là dei gusti.
Oggi c’è Povia. (altro…)

Annunci

Cerco casa

Pubblicato: 14 febbraio 2010 in guardate, Non sono un uomo frivolo
Tag:, , , ,

Affittasi appartamento raffinato, con stanza 3×4 e coinquilino visibilmente gay che ti aggiunge a facebook e organizza danza del ventre.

Elegante serial killer in tuta grigia affitta casa da morto. Disponibile cadavere di nonna in cucina.

Mezza età separato e con problemi di ogni genere ospita in casa coinquilino disposto a starlo a sentire. Ex-moglie cacacazzi al piano di sopra.

Arabo affitta scantinato soppalcato mentolato con vista muro. Sorella spargivirus compresa nel prezzo.

Simpatico pensionato affitta appartamento in zona centrale solo a bianchi caucasici, impiegati a tempo indeterminato, benestanti, puliti, onesti, single, non fumatori, cattolici, eterosessuali, destrimani.

Egiziano con accento dde Roma e camicia arabeggiante affitta camera luminosa e spaziosa. Lui dorme in cucina.

Studente da una vita affitta camera luminosa in minuscola casa. Contratto? Con… che?

Anna se ne va e affitta camera con simpatici coinquilini studenti, artisti e casinari.
Anna è bona.

***aggiornamento***

Questo meritava davvero, era scritto proprio così:

Parioli Professore solo affitta cameretta con bagno app.to ristrutturato solo a ragazza max 22 anni max serietà €300+vitto e aiuto domestico.

La vuole pure seria, il porco.



Si svegliò…

Pubblicato: 9 febbraio 2010 in Non sono un uomo frivolo

Si svegliò con la vibrazione del cellulare sul comodino. Tre chiamate perse.
Era lei, sempre lei.
Non aveva nessuna voglia di rispondere. Se la immaginava, con la sua tisana depurativa, in piedi dalle 7.30, con i suoi libri e il suo esame di semiologia, e i capelli arruffati. Non aveva un cazzo da fare quindi alle 9 già doveva chiamarlo, solo per riversare su di lui un po’ del suo stress.
Non rispose, ma pensò a lei. Un gesto carino da parte sua, si convinse, sufficiente per il resto della giornata.
Pensò al lavoro da cercare, al colloquio del giorno prima, ai 500 € al mese che aveva rifiutato, alla mamma che lo rivoleva a casa, ai suoi 29 anni.
Pensò al suo amico, il rivoluzionario finito a vendere polizze sulla vita. Magari lui avrebbe potuto aiutarlo, dando la colpa al sistema, come faceva fino a poco tempo fa, quando non aveva né giacca né cravatta.

No, quella mattina non aveva tempo per queste cose.
Si girò e si rimise a dormire.

Comprai “Sotto i cieli di Rino” sette anni fa: 9.90 € per un doppio cd da Amadeus, là dove tutto costa troppo, era veramente regalato. Volevo andare oltre le prime Nuntereggaepiù, Aida, Gianna, Mio fratello è figlio unico passate da mio padre. Per me fu una folgorazione.

“Nonna ho comprato un cd di Rino Gaetano!”
“Ma te piace? Io non lo sopporto, sta sempre a Domenica In a cantà Iiiitaaaaaliaaaa…”

Mia nonna non è Red Ronnie, ma Rino Gaetano fino a qualche anno fa non se lo filava proprio nessuno.
Dischi in vendita pochissimi, niente nelle riviste di musica, poco anche su fu winmx. Dire che era di nicchia era fargli un complimento.

Poi vennero “ma la notte la festa è finita, evviva la fica (altro…)