Archivio per febbraio, 2011

Già, ma quando?

Pubblicato: 15 febbraio 2011 in Non sono un uomo frivolo
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chiaro e conciso

Che ci faccio qui?
No io alla Bongiorno le mani non le batto! Io questi che hanno scoperto oggi che Berlusconi è un mostro non li sopporto. Dove sono stati fino a adesso?

Che ci faccio qui? Che io il senso di questa manifestazione nemmeno lo condivido del tutto. In piazza dovrebbero scendere tutti, oggi, non solo le donne. Sono offesi gli italiani, non la dignità delle donne, non il corpo delle donne. E che c’entrano la Minetti, Ruby, le escort non proprio ingenue, con queste brave ragazze e queste brave mamme. E a me l’estremismo femminista disgusta, lo trovo controproducente, filosoficamente illogico.

Però la manifestazione è di popolo. E di gente ce n’è tanta. E allora vale la pena esserci, oggi, qui.
Eppure dal palco di stronzate se ne sentono: Sento dire che è ancora colpa della sinistra e di chi non ha saputo “arginare questo fenomeno” e mi metto le mani nei capelli. Berlusconi va a puttane minorenni, fa quello che vuole, seleziona una classe dirigente nel suo harem, gli italiani continuano a seguirlo e la colpa è della sinistra?? E basta!!!

La piazza non la scalda nessuno parlando di “corpo delle donne” o di donne nei posti di potere. Non oggi che siamo al tracollo di un regime.
Perchè oggi sarebbe servita una manifestazione spontanea, improvvisata, di slogan e di bandiere, calda, emozionata, ma incazzata. Non un timido collettivo di autocoscienza femminista.
Ma questo basta, se serve a portare tanta gente in piazza.

In ogni caso, era necessario esserci.

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Lunedì scorso RaiTre ha mandato in onda “Il Trasformista”: la storia di un oscuro ambientalista (di destra), idealista e di belle speranze, che viene catapultato in Parlamento nella Roma dei Palazzi del Potere e dopo cene in terrazza, accordi politici nel confessionale e tentativi vani di far passare una legge, cambia casacca ed entra al governo.
Negli stessi giorni, il regista e protagonista del film, Luca Barbareschi, ora parlamentare, si esibisce in trasformismi ripetuti e confusi, tra Berlusconi e Fini, Fini e Berlusconi, Berlusconi e Fini.
Assurto alle cronache politiche nel 1996, Barbareschi consigliò agli italiani, dall’alto di un programma Mediaset di proprietà del capo dell’opposizione,  un po’ scherzando e un po’ no, di non pagare le tasse, proprio nel pieno dei sacrifici per l’ingresso nell’Euro varati da Prodi. Seguirono polemiche da sinistra e difese imbarazzate e imbarazzanti da destra all’ “intellettuale”, che non gli evitarono però il licenziamento dal programma.
Inizia allora a recitare la parte dell’intellettuale scomodo, che non lavora in tv con la sinistra perchè lui è di destra, e non lavora in tv con la destra perchè a destra la lealtà non viene ripagata. Parla di raccomandati e di merito, di An che “porta in Rai solo mignotte“, ma quando poi il centrodestra vince le elezioni suggerisce di “occupare la Rai” infilando uomini di destra (come lui, ad esempio). Controcorrente, contro tutti, scomodo, ma così scomodo che nel 2008 riesce a farsi eleggere alla Camera, nello stesso partito che portava mignotte in Rai, nel frattempo confluito nel Pdl, dove viene nominato Vice Presidente della Commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni. (altro…)