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il capo non dorme, pensa

Antonio ha tanti dubbi: “Chi glielo va a dire a quelle 3500 persone che mi hanno votato che sono stato comprato?” – diceva solo due mesi fa. Respinta ogni offerta, niente da fare con lui. Onesto. Incorruttibile.
Ora qualcosa da dire l’avrà trovata. Una vita da operaio emigrato in Svizzera. Un mutuo, una casa appena comprata in Italia, una moglie che per i suoi problemi di partito si è pure ammalata. Tiene famiglia Antonio, le 3500 famiglie capiranno.
Tiene famiglia pure Domenico: la moglie si è precipitata dalla Sicilia a chiedergli cosa stesse facendo appena si è saputo che lui era uno dei “traditori”. E’ un esperto di agopuntura e si lamenta che Antonio, il capo del suo partito, non lo ha mai aiutato a portare avanti le sue battaglie sulla naturopatia, interessato com’era a fare l’opposizione unica. Per ora Domenico ci pensa, intanto si fa compagnia con Massimo e Bruno.
Sono tre, stanno insieme, ma hanno tre idee diverse. Massimo è il padrone dell’800, grasso e cattivo con gli operai, con la cintura larga, il sigaro e i riccioletti che non ispirano fiducia. Due anni fa Walter ci aveva convinto che era buono, che bisognava superare la lotta padroni-operai: per non sbagliare scelse i padroni e ne portò uno in Parlamento. Che ora è pronto anche lui a sostenere Silvio, visto che quando si era candidato a sinistra il padre non gli rivolgeva nemmeno più la parola. Cosa non si farebbe per il papà.
Bruno invece non ha dubbi: è con Silvio, “un grande uomo politico della modernità”.
Paolo non sa che fare. Lui Silvio lo amava tempo fa. Poi ha iniziato a lamentarsi delle frequentazioni, delle donnine, della vita privata, a parlare di mignottocrazia. Ma alla fine una mano la darà anche lui, ma non lo fa certo per la famiglia e per i figli, anzi fosse per loro…
Giampiero era con Silvio, poi con Gianfranco, poi con Silvio. Silvano era con Silvio, poi con Gianfranco, ora ci ripensa: lui è colomba, porta la pace, vola alto.
Anche Karl e Siegried alla fine una mano la daranno. Accontentati con gli stambecchi, che a loro stanno molto a cuore, anche loro faranno il loro dovere dalle montagne sudtirolesi.
Giulia e Giulia sono incinte. La mamma dei finiani è sempre incinta.
Forse non ci saranno, per emulare Irene che pur di rimanere ad allattare fece cadere Romano.
Marco e gli altri sono abituati a fare di testa loro, hanno provato anche a vendersi ma senza riuscirci.

Ssshhh… dormi pure tranquillo Silvio, questi qui non ti faranno mai del male…

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Da 17 anni imperversa nella politica italiana. Ne è eroe e antieroe. Da solo regge il bipolarismo, da solo regge destra e sinistra.
La destra senza di lui non sarebbe mai arrivata al potere e non sarebbe così compatta.
La sinistra senza di lui non potrebbe sperare di arrivare al potere e non avrebbe, ancora, l’unico motivo che la tiene in vita.
E’ la rockstar della politica, l’unica vera rockstar italiana, con la disinvoltura di Mick Jagger e l’immortalità di Jim Morrison!

Una vita tra puttane, eccessi, miliardi, calciatori, belle macchine, senatori, feste e festini, ville e jet privati, battutacce e amicizie imbarazzanti: insomma, come una vera rockstar, ben oltre i settanta.
Tutto ciò che all’italiano piace di più, tutto ciò che l’italiano sogna.
Icona pop da maglietta, fa dell’immagine e del culto della personalità la sua forza: deve apparire bello, magro, alto, in forma, con i capelli lunghi, perchè l’immagine vincente fa vincere. (altro…)

A scuola con Silvio

Pubblicato: 28 giugno 2010 in guardate
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Commentando le tracce per il tema della maturità, il Ministro della Pubblica Istruzione MariaEtoile Gelmini da Brescia, provincia di Reggio Calabria, ha detto di voler portare il berlusconismo nella cultura“.

La svolta tanto attesa è epocale, siamo in grado in anticipo di sapere cosa significherà per gli esami di Maturità del prossimo anno.

Le tracce della prima prova Maturità 2011

TIPOLOGIA AAnalisi del testo

“Ammore ammore mio mon amour
O’ sai nun ta aspettavo proprio chiù,
e te volevo scrivere na lettera però aggiu pensato
meglio ‘na canzone pecche no,
tenevo a voglia pazza e te vedè,
tenevo a voglia pazza e te vasà,
vasà sta vocca bella ca chiù bella nu ce sta,
vasà sta vocca doce ca chiù doce nun ce sta.”

da Meglio ‘na canzone, di Apicella-Berlusconi

Illustra il valore dell’opera inserendola nel contesto culturale italiano, facendo anche riferimenti e confronti con i componimenti del Bondi.

TIPOLOGIA BSaggio breve o articolo di giornale (altro…)

02 luglio 2009

“Il Giudice ha l’obbligo di astenersi se egli stesso o la moglie è parente o convivente o commensale abituale di una delle parti” (art. 51 Codice di Procedura Civile)

”Caro Silvio, siamo oggetto di barbarie. A parte il fatto che non era quella la prima volta che venivi a casa mia e che non sara’ certo l’ultima…”

(Luigi Mazzella, giudice della Corte Costituzionale)
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/lodo-alfano-cena-giudici/parla-vito/parla-vito.html

Per inciso, il Lodo Alfano sospende tutti i processi penali di Berlusconi.

La Corte Costituzionale a ottobre dovrà decidere sulla costituzionalità del Lodo Alfano, senza il quale, a questo punto, Berlusconi sarebbe probabilmente già stato condannato.

Qualche giurisprudente mi dà una motivazione per cui credere ancora in questa materia, o è meglio sperare di andare a cena con il giudice, nel caso dovessi finire implicato in un processo?

06 febbraio 2009

(…e la pietà, la solidarietà, la carità…)

Vaticano chiama, Governo risponde.

Pronto il decreto legge per fermare la Quiete di Eluana e quella della sua famiglia.

Non importano la Costituzione, le sentenze, le leggi, il Presidente della Repubblica, la pietà nei confronti di chi soffre.

I medici potranno denunciare i clandestini che si fanno curare.

“Giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’ uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze”

In Italia si può far fallire le banche, portare le aziende al disastro, e ottenere finanziamenti pubblici.

Ma non si può bere un bicchiere di vino.

Si possono organizzare le ronde a caccia di immigrati sporchi e cattivi, si può sparare in faccia a un rapinatore.

Ma non si possono intercettare ladri e delinquenti.

Non si può essere curati, non si può morire in pace, non si può avere la pillola del giorno dopo.

Ma si possono corrompere i giudici, falsificare i bilanci, truffare i risparmiatori.

Eurofigure

Pubblicato: 10 dicembre 2009 in Oggi me la prendo con
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27 giugno 2008

Ben prima di Toni, Materazzi e Donadoni, a farci fare figuracce in Europa c’è sempre lui…
Ecco come i giornali europei accolgono la notizia dell’ultima trovata di Berlusconi
The Guardian: “The Marquis of Beccaria famously quipped that “the greatest happiness of the greatest number is the foundation of morals and legislation”. In Silvio Berlusconi’s Italy, the greatest happiness of one particular individual appears to be shaping morals and driving legislation – subverting democracy in a founding EU member state.”

11 aprile 2008

Siamo davvero agli ultimi fuochi: Veltroni chiude il giro delle Province, 110 tappe in tutta Italia. Un record
Berlusconi chiude il giro delle smentite, 110 in tutta la campagna elettorale, anche questo un record.
Ha smentito tutto e tutti, sè stesso, alleati, moglie, figli, ex-stallieri.
L’ultima però è da oscar: Mangano è un eroe. Senza smentita stavolta.
Senza farla troppo lunga, Mangano è l’ex-stalliere di Arcore, che Berlusconi si portò a casa negli anni ’70 dalla Sicilia, non riuscendone a trovare uno migliore in Lombardia.
In realtà era un boss mafioso pluricondannato che a Milano aveva buoni affari, amico di Dell’Utri, quest’ultimo poi condannato per associazione mafiosa: riforniva di denaro mafioso l’economia milanese (e a quel tempo uno che a Milano aveva bisogno di soldi era…)
Insomma: quest’uomo, che si appresta a tornare al Governo ha detto che un mafioso è un eroe. Non chi combatte la mafia, non i giudici, non Falcone e Borsellino, Mangano è un eroe.
Un messaggio ben preciso a chi deve votare, e a chi sposta certi voti. Veltroni ha detto che non li vuole i voti mafiosi, qualcun’altro è subito pronto a prenderseli.
Vogliamo aprirli gli occhi?
Sono davvero tutti uguali?
Ancora esiste Veltrusconi?