Il Trasformista

Pubblicato: 11 febbraio 2011 in Non sono un uomo frivolo
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Lunedì scorso RaiTre ha mandato in onda “Il Trasformista”: la storia di un oscuro ambientalista (di destra), idealista e di belle speranze, che viene catapultato in Parlamento nella Roma dei Palazzi del Potere e dopo cene in terrazza, accordi politici nel confessionale e tentativi vani di far passare una legge, cambia casacca ed entra al governo.
Negli stessi giorni, il regista e protagonista del film, Luca Barbareschi, ora parlamentare, si esibisce in trasformismi ripetuti e confusi, tra Berlusconi e Fini, Fini e Berlusconi, Berlusconi e Fini.
Assurto alle cronache politiche nel 1996, Barbareschi consigliò agli italiani, dall’alto di un programma Mediaset di proprietà del capo dell’opposizione,  un po’ scherzando e un po’ no, di non pagare le tasse, proprio nel pieno dei sacrifici per l’ingresso nell’Euro varati da Prodi. Seguirono polemiche da sinistra e difese imbarazzate e imbarazzanti da destra all’ “intellettuale”, che non gli evitarono però il licenziamento dal programma.
Inizia allora a recitare la parte dell’intellettuale scomodo, che non lavora in tv con la sinistra perchè lui è di destra, e non lavora in tv con la destra perchè a destra la lealtà non viene ripagata. Parla di raccomandati e di merito, di An che “porta in Rai solo mignotte“, ma quando poi il centrodestra vince le elezioni suggerisce di “occupare la Rai” infilando uomini di destra (come lui, ad esempio). Controcorrente, contro tutti, scomodo, ma così scomodo che nel 2008 riesce a farsi eleggere alla Camera, nello stesso partito che portava mignotte in Rai, nel frattempo confluito nel Pdl, dove viene nominato Vice Presidente della Commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni.
Nel 2010 la prima trasformazione, quando segue il suo amico Fini in Futuro e Libertà: alla festa de l’Unità della scorsa estate scalda gli animi dei militanti del Pd (negli ultimi tempi i militanti del Pd si fanno scaldare l’animo da chiunque, purchè non sia del Pd…) lanciando anatemi contro Berlusconi (lo dà per “finito“, “morto“) e contro la sinistra che non si oppone adeguatamente a Berlusconi: è uno dei finiani più scalmanati e al primo congresso legge commosso il manifesto fondativo del nuovo partito.
A gennaio, in pieno Bunga Bunga, scrive nel suo sito che “La misura è veramente colma“, rivendica “il diritto di essere schifato” e sottolinea “l’assoluta incompatibilità tra l’uomo Berlusconi e la figura del Presidente del Consiglio“, neanche fosse un esagitato dipietrista, un pericoloso sovversivo comunista, un antiberlusconiano della prima ora.

Poi, improvvisamente, va in pellegrinaggio ad Hardcore, come la chiama lui, di giorno, ma evidentemente si diverte lo stesso, tanto che viene data per certa l’uscita da Futuro e Libertà e lui, proprio per fugare ogni dubbio, vota in dissenso dal proprio gruppo astenendosi sulla richiesta della Procura di Milano.
Ma solo per sbaglio, dice lui.

Il Trasformista. E se fosse stata solo una trovata pubblicitaria?

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commenti
  1. Romina ha detto:

    semplicemente mediaset sta decidendo le fiction della prossima stagione.
    finita la poesia 😦

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