Archivio per marzo, 2011

Scamarcio in copertina su Sette. “Non sono un bad boy”. Originale. Non “Ammazza quanto so figo” o “Guardatemi, sono figo”. No, “Non sono un bad boy”.
Mica è cattivo Scamarcio. Al massimo fa piangere quando recita, fa film di merda, c’ha la faccia da pesce lesso e l’espressività di un panino andato a male. Ma non è cattivo.
Anzi adesso si è dato ai film impegnati. Da Moccia ai film impegnati, questo passa il cinema italiano.
Il grande sogno, indigesto polpettone nel quale sono tutti fighi, poliziotti e sessantottini, e gli attori fighi si scambiano sguardi intensi e fighi da soap opera del pomeriggio. E La prima linea, nel quale non recita, sussurra. E tu non capisci quello che dice e pensi che sei sordo, che la tv è rotta o che devi smettere di guardare film su Megavideo. Invece è Scamarcio che parla proprio così.

La scrittrice che lo intervista, Camilla Baresani, ci tiene subito a dire che Scamarcio è figo, ma proprio figo, e anzi che non se lo ricordava così figo, si inventa addirittura “l’effetto Scamarcio” (altro…)