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Lunedì scorso RaiTre ha mandato in onda “Il Trasformista”: la storia di un oscuro ambientalista (di destra), idealista e di belle speranze, che viene catapultato in Parlamento nella Roma dei Palazzi del Potere e dopo cene in terrazza, accordi politici nel confessionale e tentativi vani di far passare una legge, cambia casacca ed entra al governo.
Negli stessi giorni, il regista e protagonista del film, Luca Barbareschi, ora parlamentare, si esibisce in trasformismi ripetuti e confusi, tra Berlusconi e Fini, Fini e Berlusconi, Berlusconi e Fini.
Assurto alle cronache politiche nel 1996, Barbareschi consigliò agli italiani, dall’alto di un programma Mediaset di proprietà del capo dell’opposizione,  un po’ scherzando e un po’ no, di non pagare le tasse, proprio nel pieno dei sacrifici per l’ingresso nell’Euro varati da Prodi. Seguirono polemiche da sinistra e difese imbarazzate e imbarazzanti da destra all’ “intellettuale”, che non gli evitarono però il licenziamento dal programma.
Inizia allora a recitare la parte dell’intellettuale scomodo, che non lavora in tv con la sinistra perchè lui è di destra, e non lavora in tv con la destra perchè a destra la lealtà non viene ripagata. Parla di raccomandati e di merito, di An che “porta in Rai solo mignotte“, ma quando poi il centrodestra vince le elezioni suggerisce di “occupare la Rai” infilando uomini di destra (come lui, ad esempio). Controcorrente, contro tutti, scomodo, ma così scomodo che nel 2008 riesce a farsi eleggere alla Camera, nello stesso partito che portava mignotte in Rai, nel frattempo confluito nel Pdl, dove viene nominato Vice Presidente della Commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni. (altro…)

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il capo non dorme, pensa

Antonio ha tanti dubbi: “Chi glielo va a dire a quelle 3500 persone che mi hanno votato che sono stato comprato?” – diceva solo due mesi fa. Respinta ogni offerta, niente da fare con lui. Onesto. Incorruttibile.
Ora qualcosa da dire l’avrà trovata. Una vita da operaio emigrato in Svizzera. Un mutuo, una casa appena comprata in Italia, una moglie che per i suoi problemi di partito si è pure ammalata. Tiene famiglia Antonio, le 3500 famiglie capiranno.
Tiene famiglia pure Domenico: la moglie si è precipitata dalla Sicilia a chiedergli cosa stesse facendo appena si è saputo che lui era uno dei “traditori”. E’ un esperto di agopuntura e si lamenta che Antonio, il capo del suo partito, non lo ha mai aiutato a portare avanti le sue battaglie sulla naturopatia, interessato com’era a fare l’opposizione unica. Per ora Domenico ci pensa, intanto si fa compagnia con Massimo e Bruno.
Sono tre, stanno insieme, ma hanno tre idee diverse. Massimo è il padrone dell’800, grasso e cattivo con gli operai, con la cintura larga, il sigaro e i riccioletti che non ispirano fiducia. Due anni fa Walter ci aveva convinto che era buono, che bisognava superare la lotta padroni-operai: per non sbagliare scelse i padroni e ne portò uno in Parlamento. Che ora è pronto anche lui a sostenere Silvio, visto che quando si era candidato a sinistra il padre non gli rivolgeva nemmeno più la parola. Cosa non si farebbe per il papà.
Bruno invece non ha dubbi: è con Silvio, “un grande uomo politico della modernità”.
Paolo non sa che fare. Lui Silvio lo amava tempo fa. Poi ha iniziato a lamentarsi delle frequentazioni, delle donnine, della vita privata, a parlare di mignottocrazia. Ma alla fine una mano la darà anche lui, ma non lo fa certo per la famiglia e per i figli, anzi fosse per loro…
Giampiero era con Silvio, poi con Gianfranco, poi con Silvio. Silvano era con Silvio, poi con Gianfranco, ora ci ripensa: lui è colomba, porta la pace, vola alto.
Anche Karl e Siegried alla fine una mano la daranno. Accontentati con gli stambecchi, che a loro stanno molto a cuore, anche loro faranno il loro dovere dalle montagne sudtirolesi.
Giulia e Giulia sono incinte. La mamma dei finiani è sempre incinta.
Forse non ci saranno, per emulare Irene che pur di rimanere ad allattare fece cadere Romano.
Marco e gli altri sono abituati a fare di testa loro, hanno provato anche a vendersi ma senza riuscirci.

Ssshhh… dormi pure tranquillo Silvio, questi qui non ti faranno mai del male…