Io, Travaglio e Libero

Pubblicato: 24 aprile 2010 in Oggi me la prendo con
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Travaglio, come non l'ho visto

Questa è la storia di due giornali.
Uno ha aperto da meno di un anno e vende tantissimo, l’altro vende molto meno, ma va avanti lo stesso con i soldi del Capo, trova notizie e scoop non verificati, è capace di lanciare merda addosso a chiunque, agli ordini del Capo.
Il primo ieri veniva celebrato a Perugia al Festival del Giornalismo per i suoi risultati, il secondo cercava di guardare dal buco della serratura, mandando un innocuo cronista a spiare qualcosa.

Questa è la storia de Il Fatto Quotidiano e di Libero, di una serata a Perugia tentando, invano, di entrare al Morlacchi, passata al freddo in mezzo a tante altre persone, rimaste fuori come me, perchè Piazza Morlacchi alle otto e trequarti era già piena e il portone del teatro si è chiuso presto.
Si arriva che piove parecchio, trovo la folla ma non mi passa nemmeno per la testa di non entrare. E’ sempre così, ogni anno, grandi eventi, ospiti pompatissimi, spazi piccoli e gente che non riesce a entrare.
C’è chi prova a a sfondare, a fare i cori, a pregare vigili e carabinieri, ma niente.
Io alterno battute per sciogliere la tensione e rimorchiare qualcuna intorno a me, a notizie destabilizzanti per far tornare a casa il maggior numero di persone possibile.

Mi chiedo come mai a vedere ste cose da comunisti siamo sempre tanti, ma poi le elezioni le perdiamo sempre.
Travaglio viene avvistato prima al birraio e poi al curdo, ma non è vero, mentre è vero Diego “Zoro” Bianchi che a un certo punto si materializza, telecamera in mano, ma rimane fuori anche lui. Si schernisce quando gli chiedono se è qui per lavoro, addirittura ci confessa che domenica manderanno in onda un suo video vecchio di un anno, perchè è pigro, io butto là che si accorgeranno tutti perchè aveva i capelli, lui ride ma ci rimane anche un po’ male. Poi lo stereotipo della giornalista bona, cretina e precaria, accanto a me, gli dice “cioè sei un grande, te lo dovevo dire, le tue scenette a… dalla Dandini… cioè mi fanno troppo ridere… dovrebbero fare un programma solo con le tue telefonate!
Zoro risponde che la Rai non aspetta altro, ma non è proprio felicissimo, quasi quasi preferiva la battuta sui capelli.

E finisco a parlare con un giornalista di Libero che tira fuori il taccuino “per un articolo di colore, io vengo da quel giornale squadrista e provocatore di Libero“, si rivolge a me e comincia “voi ragazzi che siete, siete di sinistra?“.
Ora, io sto qui, incazzato, sotto l’acqua, e vengo a rispondere a te che mi chiedi se sono di sinistra. Mi giro, rido e non rispondo. Allora ci riprova, come mai siete qui, che fate studiate. Mi giro verso certe ragazze e sputo un “che serata dimmerda, ero venuto a vedere Travaglio e mi ritrovo sotto la pioggia a parlare con un giornalista di Libero…” Per sua fortuna Perugia pullula di studenti nullafacenti, chiacchieroni e anche un po’ ignoranti, di sinistra perchè guardano Le Iene. E infatti trova un bel po’ da scrivere, a tratti mi fa pena, a tratti mi sta sulle palle perchè provoca, tira fuori fatti inesistenti, “i dati ce li ho anch’io, mica solo Travaglio“, paragona Bianca Berlinguer al figlio di Bossi detto La Trota, a tratti gli dò anche ragione quando qualcuno dice che lo Stato dovrebbe garantire a tutti di poter fare il lavoro che desidera. Stronzata, anch’io volevo fare il calciatore o l’astronauta, quindi sono d’accordo con il giornalista di Libero, cazzo, non è possibile, lo faccio notare e lo sottolineo con un “il che è grave…

Poi Il Provocatore dice che ci sarebbe da protestare tutti i giorni sotto Viale “Manzini” – così dice – perchè fa la giornalista una come la Borromeo. Infatti – hai capito – gli dice la giornalista bona-precaria-cretina “è uno scandalo, lei scrive su Il Fatto e io che ho scritto 30 articoli sto qua mi faccio il culo guadagno quattro soldi e mi sfruttano e potrei darla a qualcuno per lavorare e blablabla…” che è un assist perfetto per il provocatore, il quale appoggia facilmente in rete dicendo “questo bisognerebbe chiedere a Santoro e Travaglio…
Provo a ricordargli che il male dell’informazione italiana non è questo, non sono i raccomandati, ma la mancanza di libertà, il fatto che tutto è in mano a uno e che non c’è concorrenza quindi non c’è indipendenza, in tv e sui giornali, ma lui ormai ha ottenuto quello che voleva, e posso anche andarmene. Nel bel mezzo di un discorso serio lancio un “c’ho fame, vado a magnà“, così magari potrà condire il suo articolo di colore con l’intellettuale di sinistra che pensa alla cena.

Lo ritrovo più tardi in Corso Vannucci, ci dice che un tale consigliere comunale dell’Italia dei Valori ha scatenato una rissa che sono dovuti intervenire i carabinieri perchè voleva entrare a tutti i costi.
Ecco, c’è sempre qualche coglione che regala argomenti a sta gente.

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commenti
  1. Romina ha detto:

    Hai rimorchiato almeno? 🙂

  2. scottparker1983 ha detto:

    ho mangiato un’ottima pizza

  3. ludwig980 ha detto:

    Beh, io sinceramente sulla giornalista “bona, cretina e precaria” un pensierino ce lo stavo a fa, ho provato anche a allunga’ un invito a cena, ma il Di Bello s’era turbato per le battute co’Zoro e sulla Borromeo. Niente, l’abbiamo piantata lì. Io ci sarei passato sopra. Sulla giornalista bona ovviamente, mica sulle battute… 😉

  4. Sciuscia ha detto:

    I esteem you for descrizione della giornaprecacretibona.

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