Italians die better

Pubblicato: 8 novembre 2011 in Oggi me la prendo con

Quanto si vive bene in Italia.
E quanto si muore bene in Italia.

In Italia puoi morire annegato vivendo in un seminterrato. O anche annegato per strada, se ti trovi lì al momento giusto.
Muori perchè la tua casa è sotto il livello del fiume, e il fiume quando si riempie e decide di uscire non sta tanto a pensare a chi c’è. Muori perchè vengono giù muri pericolanti, perchè franano le strade, perchè crollano le dighe costruite male. Oddio, a volte nemmeno serve una vera alluvione, bastano un paio d’ore di pioggia, i tombini che non vengono mai puliti e le strade che si allagano subito. Si muore anche per questo in Italia.
Certo, se nel letto del fiume ci costruisci le case è un po’ più facile morire, ma in Italia succede anche questo.
Però so disgrazie, perchè più di tutto in Italia si muore a lavoro. Magari in un edificio pericolante, lavorando a 4 euro l’ora.
O cadendo da un’impalcatura non a norma, in un cantiere non a norma. In un’acciaieria, in un porto, a volte perfino in un supermercato. Insomma, se ti piace morire a lavoro, in Italia sai come fare. Certo, devi essere un operaio, perchè se sei un imprenditore al massimo ti puoi suicidare, ma dovresti avere dignità e fegato, sì in Italia succede anche questo ma la procedura è complessa.
Se non hai fretta ma vuoi un risultato certo, puoi scegliere l’eternit. Quella polvere bianca che ha fatto ricco il tuo paesino non si attacca solo ai muri, ma anche ai polmoni, e non li lascia più.
Ma se la tua passione è studiare ci sono tanti modi per morire anche sui libri: fin dalle elementari, pensa, tu te ne stai nella tua bella scuola non collaudata, arriva un terremoto, e muori. L’Italia non ti abbandona mai, ma segue sempre il tuo percorso di studi: arrivi all’università e se ti dice bene uno studentato che crolla come fosse di burro lo trovi.
In Italia di palazzi costruiti con la sabbia al posto del cemento non ne mancano. Però, se sei uno studente e ami il brivido, puoi morire anche in treno, visto che buona parte della linea ferroviaria italiana è a binario unico e sì, su un binario unico due treni possono scontrarsi. Sono cose che capitano.
Se stai a Roma o a Napoli potresti anche imbatterti in una pallottola vagante. Però ci vuole fortuna eh!
L’Italia ti può mandare anche a morire in qualche guerra, e il pensiero di morire con tanti soldi in banca non è detto ti renda poi così felice. Se proprio torni, potresti già esserti ammalato di qualcosa e la tua morte potrebbe anche solo essere rinviata di qualche mese. Se invece resti in caserma, un commilitone che ti dà una spintarella dal terrazzo lo troviamo.
In Italia si muore in carcere. Per suicidio, per malattia, a volte per botte, ma sempre arresto cardiaco lo chiamano.

E comunque, se anche decidi di morire per affari tuoi, perchè ti senti male, perchè non ne puoi più, e magari te ne vai a morire in un bagno pubblico, in un bar affollato, davanti a tutti, non preoccuparti, non darai fastidio. Faremo finta di non averti nemmeno visto.

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