4 sì, per un Paese non normale

Pubblicato: 11 giugno 2011 in Non sono un uomo frivolo

Saranno 4 sì, dopo settimane passate a sconfiggere ogni dubbio, più degli altri che mio.

Sì perchè sul legittimo impedimento c’è poco da dire: non esiste impedimento per chi deve affrontare un processo, può essere presidente del Consiglio e partecipare ai processi. A maggior ragione se quel Presidente è Silvio, e quella legge se l’è fatta su misura.

Sì ai referendum sull’acqua, tutti e due: prima pecca di come è stata impostata la battaglia dei Sì, e purtroppo sintomo di come vanno le cose da noi. La legge non parla di gestione dell’acqua, ma di affidamento di servizi pubblici locali. In alcuni casi la partecipazione di soggetti privati alla gestione, controllata e limitata, di servizi pubblici potrebbe essere salutare e conveniente. In un paese normale ed efficiente, ma non in Italia.

Sì ai referendum sul nucleare. Non per gli incidenti, non perchè tanto le centrali stanno in Francia e se scoppiano lì per noi è uguale, non perchè l’energia qui da noi costa troppo.
Purtroppo, per la seconda volta, in Italia si discute di un argomento così importante sull’onda emotiva di un disastro come quello di Fukushima. Sul tema la scienza si divide e un approccio meno ideologico buoni/cattivi o giusto/sbagliato sarebbe corretto. Sì al referendum perchè il problema delle scorie non l’ha risolto nessuno. Sì al referendum perchè gli Usa non costruiscono una nuova centrale da decenni, perchè la Germania chiuderà a breve tutte le centrali (11 anni è un tempo che si può definire “breve”), perchè l’energia prodotta dalle centrali incide sempre meno in tutto il mondo.
Sì perchè un paese normale discuterebbe di politica energetica guardando al sole e al vento che da noi abbondano.
Sì al referendum perchè non siamo un paese normale ed efficiente, che non sa risolvere il problema dei rifiuti, che non è in grado di far funzionare la manutenzione delle strade, che per costruire un chilometro di autostrada impiega 8 volte tempo e soldi del resto dei paesi sviluppati, che costruisce ospedali che crollano dopo dieci anni, che ha infiltrazioni politiche nelle attività mafiose, non il contrario. E vogliamo far funzionare il nucleare?

Finale: sono tre leggi fatte dal Governo Berlusconi e crediamo davvero che i referendum non hanno significato politico? Tanto il quorum non si raggiungerà mai…

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commenti
  1. marco ha detto:

    non sarei così sicuro che il quorum non quorumerà,,, il fatto politico è però per me un po’ peloso. in questo maggioritario all’amatriciana è irreale pensare che quando uno sceglie per una coalizione ne condivide in toto il programma di 300 pagine… qualcosa rimane sempre fuori, quindi il referendum è sempre utile.
    va be’ mi son spiegato male ma hai capito lo stesso, no?

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