Una notte al Villaggio

Pubblicato: 14 maggio 2011 in Non sono un uomo frivolo
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E’ tutto bellissimo qui al Villaggio V.I.P. degli Internazionali di Tennis, dove si entra solo con l’invito. Non si paga, serve l’invito: l’ultimo dei cafoni rimane fuori, anche se c’ha i soldi.
E’ bellissimo, tutto è scintillante, tutti ridono, tutti si divertono. Poi stasera c’è uno dei Black Eyed Peas che fa un concerto. Cioè in realtà mette i dischi, ma ci farà ballare, qualcosa suona, quindi è un concerto.
Qui al villaggio V.I.P. una bottiglietta d’acqua costa due euro, ed è anche calda. Le partite non le puoi vedere, ma per quelle c’è il maxischermo, che si vede anche male, ma in fondo chi è che è venuto qui a vedere le partite, agli Internazionali di Tennis.
Il Villaggio V.I.P. in realtà non è così riservato come sembra, gli amici degli amici sono tantissimi in Italia, la pista all’una si riempie, quando io me ne vado.

Ma se al Villaggio V.I.P. entri se sei amico degli amici, al priveè del Villaggio V.I.P. entri solo se sei amico degli amici degli amici degli amici. A quanto pare io lo sono, così mi dicono, anche se non ho idea di chi sia l’amico che ci fa entrare. Però mi chiede se mi piace e se mi diverto. E certo che mi diverto, dico io. Forse lo deve chiedere da contratto.
Comunque, passare davanti al buttafuori e guardarlo con occhi di sfida è sempre piacevole. Brutto mestiere il buttafuori. Hanno sempre mani incrociate davanti, con vistosi anelli d’argento o di acciaio. Sono sempre pelati e spesso senza collo.
Dentro al privee del villaggio V.I.P. degli Internazionali di Tennis c’è odore di cravatte messe male, di profumi invadenti, di barbe appena fatte, di grossolane idee di rimorchio con strafighe ultraterrene. Aho per fortuna che m’hai ricordato de mette la giacca, guarda do semo capitati… Vado subito al bancone e bevo qualcosa. Il vino è vergognoso. Non ho mai bevuto una cosa così, è acqua colorata. Lo facciamo notare, il cameriere si scusa e ci versa qualcosa di serio. C’aveva preso per cafoni. A noi.
Paga tutto il sindaco di Margherita di Savoia, mozzarelle, taralli, pomodorini. Ma chi lo conosce il sindaco di Margherita di Savoia. In che provincia sta Margherita di Savoia? Bari credo… No a me pare Foggia, è sotto il Gargano…
C’è tutto un universo semisconosciuto di starlette, presentatrici e vallettine che gira da queste parti stasera. Alcune facce sembra anche di conoscerle, altre sembrano semplicemente dei puttanoni. Che lavoro fa quella secondo te? La escort… perchè escort, la mignotta!
In ogni caso, la passera abbonda, e non è vero, come diceva qualcuno, che solo alle cose de comunisti c’è fica.
C’è Nicola Pietrangeli che stringe mani e fa fotografie con la bella di turno. Il tennis italiano è messo così male che dedica campi a tennisti ancora vivi. In cosa consiste la vita dello sportivo dopo aver smesso l’attività? Ospitate, comparsate. Se non sei cojone campi bene…
C’è anche la Carlucci* che saluta, regala sorrisi e pacche sulle spalle a tutti. Naso, zigomi e labbra risaltano. Qualche maligno dubita sull’autenticità della carne un po’ plasticata, ma è solo un maligno.
Portano le mozzarelle, e penso di sfoggiare subito l’approccio gomiti larghi e spinte da dietro imparato in anni di concerti o buffet scroccati. E invece mi stupiscono. L’assalto ai forni stavolta non lo fa il popolo, lo fanno questi borghesi qua, che poi come nulla fosse si rimettono seduti con i loro drink e i loro sorrisi. Io riesco ad accaparrare solo una misera olivetta e un chilo e mezzo di mozzarelline – tutta roba pugliese doc mi ricorda l’amico degli amici degli amici – e allora torno al vino, quello buono.
E’ tutto un risuonare di strette di mano, di presentazioni, di biglietti da visita che passano di mano in mano, di “si ricordi dottore, mi raccomando…”
In questa sala, in questo momento, sono sicuro, stanno girando i voti. Così si fa la campagna elettorale, cazzo. Con le gnocche, il prosecco e i taralli.
Per un attimo mi vedo a distribuire volantini, al freddo, mentre le due della tv stanno guardando una fiction da un netbook, tristi e sole sul divano. Ma per fortuna è solo un attimo. Mi risveglio subito: Aho, se buttamo su ‘a salamella che hanno portato?

*ah, ecco chi è il sindaco di Margherita di Savoia…

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commenti
  1. bisognerà correggere il detto: alle cose dei comunisti è pieno di fica non di gomma

    • Sciuscia ha detto:

      Specifico: alle cose dei comunisti è pieno di fica non di gomma, alle cose non da comunisti c’è di tutte le razze.

      Che sennò sembra sempre di tifare troppo comunista.

  2. marco ha detto:

    ero a Roma, ma per altro. Ho visto le foto della Sharapova, e mi maledico.

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