L’importanza di chiamarsi Alessio

Pubblicato: 22 ottobre 2010 in Oggi me la prendo con
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nella foto, un bravo ragazzo

Rabbia e tante lacrime ieri mattina ai funerali di Maria Di Cicco, l’infermiera italiana di 32 anni brutalmente uccisa da Alexi Burteanu, il ventenne rumeno che l’ha colpita con un violento pugno al volto per un futile battibecco nella Stazione della metro Anagnina di Roma.

Una folla enorme ha salutato la povera donna, che lascia orfani due bambini di 6 e 3 anni. Urla contro la polizia e contro gli immigrati si sono levate anche nella Chiesa di Santa Maria del Carmelo durante la funzione, mentre alcuni amici del marito di Maria hanno esposto striscioni eloquenti nei quali si leggevano frasi come “Adesso morirete tutti”. Il Sindaco Alemanno, presente per portare il cordoglio di tutta la popolazione di Roma nel salutare la sua concittadina, ha invocato l’aiuto del Governo chiedendo di non essere lasciato solo nella lotta per la sicurezza e contro le violenze degli immigrati. Il ministro dell’interno Maroni ha detto che lo Stato sarà inflessibile nel dare una risposta agli italiani esasperati dalle continue violenze dei rumeni, assicurando che per l’omicida la giustizia sarà “rapida e durissima”.
Resta indagato per lesioni Mario, l’uomo che con il suo intervento ha permesso l’arresto immediato di Burteanu; mentre molte persone si erano immediatamente fermate a prestare soccorso alla povera Maria, in pochi si erano invece accorti che Burteanu, sfruttando la situazione di confusione, si stava dando alla fuga da un’uscita laterale della stazione: Mario è riuscito a fermarlo ma non è stato facile, ed è stato costretto a ricorrere alle maniere forti. Ieri Mario è tornato nel suo quartiere dove è stato accolto da eroe, ma ha detto “Ho fatto solo il mio dovere, ma questo pezzo di merda ora deve morire in galera.” Burteanu ovviamente è ancora in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale, che ben presto potrebbe trasformarsi in omicidio volontario aggravato da futili motivi: l’avvocato della famiglia di Maria Di Cicco ha infatti affermato che dal video girato dalle telecamere di sicurezza “emerge chiaramente la volontà del Burteanu di colpire la signora per ucciderla, quindi si dovrebbe iniziare a parlare di omicidio volontario”, per il quale il rumeno rischia fino all’ergastolo.

Il caso però sta tenendo banco da giorni anche nel mondo politico, che ha improvvisamente smesso di occuparsi di immunità per farsi sentire con decisione. Alle dichiarazioni di fuoco della maggioranza, che all’unisono ha chiesto giustizia insieme a una stretta sugli ingressi dei clandestini, ha però risposto il gruppo dei finiani, con una nota in netto contrasto con la linea del Pdl: “Nessuna vendetta, noi siamo per la legalità, Burteanu deve pagare per quello che ha fatto, bisogna spedirlo in carcere e fargli ingoiare la chiave”. Apprezzamento dal Pd per l’apertura moderata.
Inizia a trovare consensi, inoltre, la proposta della Lega “Per primi a casa nostra” per l’introduzione di corsie preferenziali per gli italiani in tutte le code agli sportelli, nei negozi, negli uffici postali, in banca, al bancone del bar, per permettere ai residenti di passare davanti agli stranieri e per evitare le prepotenze degli extracomunitari, ormai all’ordine del giorno; il ministro Brunetta si è reso disponibile ad applicare la proposta “fin da subito negli uffici pubblici”, installando degli appositi tornelli da immigrato. Ad innescare l’improvviso raptus omicida di Burteanu, infatti, sembra sia stata una banale lite in coda per il biglietto: non è ancora perfettamente chiara la dinamica dei fatti, anche se nelle immagini che in questi giorni i telegiornali hanno mostrato a ripetizione si vede chiaramente come la donna abbia tentato di avvicinare il rumeno, probabilmente per spiegarsi o per chiedere scusa del malinteso avvenuto davanti alla tabaccheria, e come questi invece, all’improvviso, l’abbia colpita con un pugno violentissimo mandandola a sbattere contro il pavimento e ferendola mortalmente. Si attendono le controanalisi sullo stato di ebbrezza del rumeno, visto che le prime non sono state considerate attendibili.

Non si placa però la rabbia della popolazione. Casapound e Forza Nuova ieri hanno sfilato insieme nel quartiere di Cinecittà nel quale abita il rumeno, e la manifestazione, pacifica nelle intenzioni, è sfociata in episodi di violenza contro la polizia e contro le palazzine nelle quali vivono molti immigrati: numerose auto sono state bruciate, mentre sempre a Roma alcune baracche dei rom al Prenestino sono state assaltate da un gruppetto di uomini incappucciati; nella giornata di ieri un rumeno, seduto al tavolo di un bar, è stato picchiato da due giovani con la testa rasata che gli hanno gridato “Vai via sporco romeno assassino.” Nessuno degli amici di Burteanu si è sognato di fare manifestazioni in favore del suo rilascio, anzi la comunità rumena della capitale ha porto formalmente le scuse al Sindaco; in questo senso si è mossa anche Ramona Badescu, delegata del Comune di Roma ai rapporti con i rumeni, che ha promesso di tornare a mostrarsi seminuda per “mostrare agli italiani che il popolo rumeno non è tutto così, c’è anche chi ha belle tette.” Apprezzamento dal Pd.

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commenti
  1. Romina Perni ha detto:

    apprezzamento dal Pd

  2. Sciuscia ha detto:

    Facchin’ geniale.

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