Del Bene contro il Male in un giorno qualsiasi

Pubblicato: 13 settembre 2010 in Non sono un uomo frivolo
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Il confine tra Bene e Male è molto sottile.

La linea che separa la bellezza dall’orrore, la salvezza dalla dannazione, il piacere dal dolore, può a volte essere impercettibile. Oltrepassare quella linea, secondo teologi e scrittori invalicabile, può essere facile e fatale.

Il Male può presentarsi anche sotto forme allettanti

E’ lo stesso confine che divide una giornata splendida da una terribile.

Una giornata splendida prevede un treno preciso e pulito, che veloce ma morbido lascia le colline umbre per attraversare le campagne viterbesi.
Qualche sedile più in là c’è una bella ragazza, graziosa, che legge un libro interessantissimo dal titolo “Occupazione del territorio”, e mentre sottolinea amabilmente sembra sorriderti. Tu puoi prenderti tutti e quattro i posti con valigia e giacchetto, puoi tranquillamente sonnecchiare dondolato dal vagone che con qualche minuto di anticipo ti sta portando nella città più bella del mondo. Il clima è piacevole, il sole è alto e il cielo pulito, ma non è caldo, settembre è fresco e delicato. Puoi sognare nel dormiveglia o fare dolci pensieri, coccolato da una musichetta celestiale che promana da chissà dove, e se non puoi sentirti proprio felice, perchè studi e convinzioni politiche non te lo permettono, in quel momento puoi crederti almeno in pace con il mondo.

Ma la linea è sottile, e superarla è un attimo. Basta una famiglia con una bambina piccola e fastidiosa, che non trova di meglio che venire a sedersi proprio accanto a te, occupando fisicamente e uditivamente il tuo spazio vitale. Il padre sembra Jerry Calà uscito da Occhio alla Perestrojka, ma parla ternano, ha sposato una donna dell’est, e urlano tutti, e parlano sguaiati, e la bambina piange, e lui gioca con lei in piedi sul finestrino. Arriva perfino a solleticare e rinvigorire il tuo spirito tollerante liberal, fiaccato da mesi di tram romano, quando caccia una zingara minacciando di chiamare il capotreno.

E allora l’anticipo del treno è soltanto un’inutile e tardiva ricompensa per anni di ritardi non scusati, la musica angelica non era altro che la sveglia ripetuta sul cellulare di qualcuno, la ragazza sembra solo una complessata che fa letture discutibili almeno quanto il suo modo di vestire, nel vagone è caldo e si suda, è lunedì e devi ricominciare una settimana di lavoro nella città più caotica del mondo, e il sole di settembre ti sembra soltanto un goffo tentativo di farsi amare del mese più nefasto dell’anno.

Segue una lunga trafila di bestemmie a denti stretti.

Sono troppo umorale.

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commenti
  1. Sciuscia ha detto:

    E tra un po’ c’è el congresso del piddì.

  2. Qualche volta il pullman Ferro di Cavallo- Piazza Italia era anche perggio perchè erano tutti luridi messicani in cerca di lavoro e donne sempre incinte.
    Bravo Gibba, anche se la povera studentessa la potevi pasturare un pochino più.

  3. gloria ha detto:

    dai che settembre non è il mese più nefasto dell’anno

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