Appuntamento con la bionda

Pubblicato: 8 giugno 2010 in guardate, Non sono un uomo frivolo
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Sarà che anche la Svezia, patria della socialdemocrazia e del welfare, si è dovuta arrendere dopo quasi un secolo ed è oggi governata dalla destra.
Sarà che Ibrahimovic non è più un idolo, almeno da quando ha lasciato l’Inter dichiarando “Me ne vado per vincere la Champions!” (uno così, per la lungimiranza, perchè non farlo segretario del Pd…)
Sarà che le svedesi… sì so sempre bone ma si saranno stufate di farsi rimorchiare dai bagnini romagnoli e sulle nostre coste si fanno vedere un po’ poco.

Ma per fortuna a tenere alta la bandiera scandinava c’è ancora lei, Ikea!

Esco che oggi pomeriggio c’ho appuntamento co una bionda, svedese…

– Aho ma che davero???

Sì, si chiama Ikea…


Se entri con la fidanzata/moglie accanto, o hai in vista progetti o matrimoni, Ikea è un inferno!
Li vedi tutti lì i poveri mariti o futuri tali: si trascinano strusciando i piedi fino all’ennesimo progetto di cucina. Stanno buttati in un angolo mani nei capelli, cercando di far entrare i desideri di Lei in una stanza e in un portafoglio, entrambi non molto capienti. Bestemmiano come carpentieri turchi con un centimetro in mano, pensando alle domeniche che dovranno passare per montare tutti quei mobili.

Se invece sei giovane, solo, con un gruzzoletto sufficientemente ampio da spendere ed il matrimonio è un’idea lontana tanto quella di votare Udc alle prossime elezioni, entrare da Ikea può somigliare al paradiso.
Camere, cucine e soggiorni sono arredati perfettamente che viene voglia di fermarcisi a leggere o a dormire, tutto è messo con ordine e criterio, sì beh che, non so, water e carta igienica non si trovano a tre piani di distanza!

I prezzi sono per le tasche gonfie e quelle vuote, le idee molte, qualche offerta al limite della logica:

Ma queste portariviste sono insieme, ne devo prendere due per forza?

Beh signore comunque ne paga due, quindi le conviene prenderne due!

Ah certo, piuttosto con la seconda ce bevo, ma non te la lascio…

Quasi tutto è da montare, molto è di legno, qualcosa è tremendamente kitsch. Per questo mettono le facce dei designer che hanno creato ogni singolo prodotto. Io ad esempio vorrei capire chi ha disegnato la Multipla, ma col cazzo che ti mettono la sua foto quando vai dal concessionario.
Mobili, tappeti e zuccheriere hanno nomi strani come Klingsbo, Aspelund, Grundtal, Bjursta, Kruftgijkl, Ssdghjkptc, Pdorfigliodikmer.

Dieci cuscini uguali ma di diverso colore hanno dieci nomi diversi, mentre dieci lampade diverse che in comune tra loro hanno solo la lampadina hanno tutte lo stesso identico nome (Ghjplkskr).
Per chi arriva fino alla fine e ha uno stomaco forte ci sono delle allettanti polpette che si chiamano Kycklingbullar. Buone, ma potreste trovarci dei trucioli di legno in mezzo.


E la fregatura allora dov’è? Magari ve lo dico quando avrò finito con queste viti…
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commenti
  1. Scott Parker ha detto:

    già, ma tu ormai la vedi da marito, è un’altra cosa

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