In tutti i luoghi, in tutti i laghi

Pubblicato: 22 febbraio 2010 in guardate, Oggi me la prendo con
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Sì, parlo di Sanremo.
So che starete pensando “oh sta proprio alla frutta, parla di Sanremo…“, ma non vedo perchè non si dovrebbe. E’ pur sempre un fenomeno della cultura italiana, forse addirittura emblema della sua attuale pochezza? E allora parliamone.
Quindi, cari i miei snob, sciò, mettetevi l’anima in pace e filate, andate ad ascoltarvi i Sigur Ros e a mangiare filetti di soia da qualche altra parte.

Premessa: non ho visto un solo minuto in diretta delle cinque serate (cinque!) di Sanremo 2010; sono andato a rivedermi poi Simone Cristicchi, Malika e Irene Grandi, gli unici da salvare, a quanto pare, di questa edizione. Ho seguito qualcosa alla radio nel disperato tentativo di gufare il Milan martedì, poi soprattutto attraverso il blog di Assante e Castaldo su Repubblica.it, che hanno inventato il tormentone “everywhere, everylake”. Lì si capiva tutto, senza bisogno di vedere le tette della Clerici, le coriste biancorossoverdi del trio sabaudo, le battute di Cassano, la protesta degli orchestrali.

Ora, è fin troppo facile dire che siamo messi male, che se la musica italiana di oggi è Scanu, Mengoni e il Trio Pupo-Principino-Tenorechefa“ooohh”, è meglio lasciare perdere, che Sanremo non è più quello di una volta, e che se stava meglio quando se stava peggio.
Ma insomma, pur essendo quanto di più nazionalpopolare, ruffiano e circense si potesse immaginare, Sanremo fino a qualche anno fa sfornava qualcosa di decente. Niente di originale, niente di rivoluzionario, niente di vicino ai gusti dei giovani o alla musica del resto del mondo. Ma, almeno, qualche cantante importante, ogni tanto qualche giovane interessante, uno spettacolo tutto sommato musicalmente apprezzabile, al di là dei gusti.
Oggi c’è Povia.
Oggi, oltre al completo nulla musicale, alla mortificazione dei pochi artisti rimasti in giro, da Morgan a Cristicchi a Ruggeri, alla sparizione della giuria di qualità in favore del televoto per sms, assistiamo ad un baraccone che di reale non ha più niente, ormai conformato al quotidiano televisivo italiano, fatto di lacrime facili, pacchiana esibizione dei sentimenti e del privato, finti reality, al trionfo dei fighettini da talent-show, scolastici e inespressivi, votati da quindicenni che non sanno cosa sia la musica, mentre le cariatidi che esistono solo per Sanremo, come Toto Cutugno, fanno tenerezza e risultano addirittura tra i migliori.
Una volta Mediaset faceva una controprogrammazione seria la settimana del festival, film, programmi di punta, addirittura qualche (maldestro) tentativo di controfestival: perchè Sanremo era della Rai, ed era un programma di ascolti: quest’anno ha sospeso anche Le Iene e Zelig, perchè oggi, con Costanzo, i ministri di Berlusconi e i cantanti della scuderia De Filippi, Sanremo non è più solo della Rai e non esiste concorrenza.
A Simone Cristicchi, intervistato da giornalisti, si spera, soltanto molto stupidi – altrimenti viene il dubbio siano in malafede – è stato chiesto cosa gli avesse fatto di male Carla Bruni. Amen.

In tutti i luoghi, in tutti i laghi.

Le famose fioriere di Sanremo


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commenti
  1. Sciuscia ha detto:

    Eeh, ma che post comunista!

  2. Romina Perni ha detto:

    io ho visto un’intera puntata. venerdì sera. mi sono sfortunatamente beccata le coriste vestite da bandiera italiana e lippi che metteva una mano sulla spalla al principe (a cui dentro di me – lo ammetto, non me ne vergogno – ho augurato i più brutti mali del mondo). la clerici costretta in un vestito da sirena-sardina-cozza con i tacchi con cui non sa camminare e che ha proclamato il vincitore dei giovani con una tutina nera sadomaso (che è stata perlomeno la cosa più divertente della serata). ho pensato a tutti i soldi che abbiamo pagato per queste baggianate. e il giorno dopo sono ripartita per la germania… felice di partire, anche se qui c’è il gelo, la neve e i genitori portano i bambini a spasso con la slitta. ma non perché la germania sia solo superiore – forse per tante cose, nemmeno lo è. Ma perché qui non ho il televisore e così posso evitare di vedere questi scempi.

  3. Peola Borghese ha detto:

    La trovata di contestare pupo & c. teatralmente è stata geniale, il festival l’hanno seguito anche quelli che di solito se ne guardano bene. Gibba t’hanno fregato!

  4. c ha detto:

    so tutti vendutiiiii!via su, un programma come sanremo, ridotto a grezzo e volgare show per fare audience..finchè c’era giorgia e i matia abzar aveva ancora un senso, adesso è prorpio la rovina totale..però scanu non è male, ha una bellissima voce non gli si può dire niente!

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