Adesso sono tutti Vendoliani

Pubblicato: 27 gennaio 2010 in PD sta anche per...
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D’Alema cade nel mare pugliese

Domenica scorsa, con meno clamore e sorpresa rispetto a cinque anni fa, Nichi Vendola ha nuovamente vinto le Primarie e sarà il candidato del centrosinistra in Puglia.

Con buona pace dell’Udc, che già strizza l’occhio al Pdl, del Pd, di Bersani, D’Alema e tutti gli artefici di un suicidio da capolavoro: come prendere il governatore uscente, furbo e capace ma in difficoltà anche per alcuni errori politici e amministrativi, farlo diventare un martire e trasformarlo, in meno di un mese, nell’emblema dell’onda dei cittadini che si liberano dei partiti.
Se l’operazione, astuta, era quella di creare il polverone per rafforzare la sua immagine in calo nei sondaggi e trascinarlo forte e vincente alle elezioni, è riuscita. Altrimenti è un suicidio.

Nella realtà, Nichi è uomo di partito, con mosse e mezzi molto realpolitici e con l’appoggio pieno di quegli stessi partiti-mostri ha governato, bene, in questi cinque anni. Ora ha giocato bene il ruolo della vittima, per sua stessa ammissione, ed ha vinto una competizione, come quella delle primarie, dagli odori plebiscitari.
E per fortuna ha vinto!
Mandando un messaggio chiaro al Pd: un alleato e un bacino di voti da conquistare ci sono, e sono a sinistra, non sono certo quelli sporchi, vaghi e ricattatori dell’Udc.

Vista dall’Umbria, piccola regione largamente rossa che a meno di due mesi dalle elezioni non ha scelto il proprio candidato, quella di Vendola è sembrata un’impresa epica.
All’interno del Pd quanto successo in Puglia viene sfruttato dalla minoranza – decisa dai voti congressuali – per cavalcare la battaglia contro chi il congresso l’ha vinto, per una rivincita fuori tempo Massimo, che farà soltanto male a tutti e che potrebbe finire per regalare la Regione alla destra.
Adesso in Umbria sono tutti vendoliani, adesso sono tutti contro il gruppo dirigente, adesso sono tutti contro i partiti, anche quegli stessi che del partito fanno parte, anche i cosiddetti “giovani”, cresciuti come piccoli assessori all’ombra dei big.
Fino a qualche mese fa Vendola era la sinistra da escludere, che tanto ci fa perdere, che tanto noi-semo-forti-da-soli e Bersani che voleva dialogarci era un pazzo.
Oggi Vendola è il rivoluzionario che ha messo alla berlina il Partito, e via alla rivoluzione, però senza muoversi dal calduccio dell’ufficetto del partito.
Obiettivo: sostituire un gruppo dirigente, con un altro gruppo dirigente. Prove di forza, per misurare chi ha più nervi, energie, o voti, soldi, numeri. Altro che primavere, idee, novità.

Volete una “primavera umbra”? Bello mi piace, ci sto!

Volete cambiare gruppo dirigente per sostituirlo con un gruppo giovane, innovativo, con idee e persone nuove e preparate?? Bello mi piace, ci sto!

Chi sono i nuovi? Gli stessi che sono Parlamentari da vent’anni, però dice che hanno perso il congresso e adesso – oh – so battaglieri e spaccano tutto???

Allora meglio di no.

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commenti
  1. nicola_ds ha detto:

    condivido pienamente.
    aggiungiamo anche che nel rimpasto di luglio Vendola stesso inserì come assessore Dario Stefano, di area Udc.

    Nicola Zingarelli

  2. Sciuscia ha detto:

    Non fa una piega nemmeno piccola piccola.

    Io e Roberto lo diciamo da tempo: il partito è coeso, è solo che siamo in troppi.

  3. Riccardo ha detto:

    Si sa che da buoni provinciali siamo passati dall’essere Zapateristi, a Obamiani, a Vendoliani, fino al prossimo personaggio carismatico che dice anche cose chiare, nette e poco accomodanti, e che ha addirittura successo.
    Aggiungerei che c’era qualcuno che i voti dell’Udc non l’ha mai voluti, e che sosteneva ce ne fossero di più e più puliti nell’astensione.

    Condivido che non possono spacciarsi per nuovi i parlamentari plurimandatari, così come i dirigenti regionali che da decenni si scambiano poltrone in un valzer che, secondo me, dobbiamo far in modo sia arrivato all’ultimo giro.

    La storia insegna che non esistono classi dirigenti che spontaneamente lasciano il passo alle successive (nel caso umbro per non rischiare hanno evitato di coltivarne di “nuove”), ma al contrario lasciano il passo solo quando quelle nuove (non solo anagraficamente) hanno il coraggio e la forza di scalzarle.
    Sinistri saluti.

  4. Giulia G ha detto:

    Concordo ma puntare l’attenzione su Vendola è sbagliato secondo me. Lui avrà anche sfruttato la situazione a suo vantaggio forse, ma quelli che hanno fatto il pastrocchio sono i nostri e mi pare che proprio come qui in Umbria il fatto è che sta gente vive in un universo parallelo e non capisce che mentre loro ragionano sulle strategie il mondo va tutto da un’altra parte Non possiamo sempre giustificare sta gente, il senso di responsabilità che si chiede agli iscritti deve in primo luogo essere esercitato da chi ha il potere di fare e disfare.
    Il voto pugliese è stato più che un voto per qualcuno un voto contro qualcosa, ovvero contro il modo di fare dei nostri dirigenti.
    In Umbria non son tutti vendoliani, son tutti paraculo!
    take care!
    😉

  5. Roberto ha detto:

    Credo che dirti che sono completamente in linea con quanto hai scritto sarebbe assolutamente superbo.
    A tutti coloro i quali si sono risvegliati vendoliani (sarà il VE iniziale che li confonde) mi piace solo ricordare che loro, questa sinistra, non l’hanno mai voluta considerare e che per loro il Pd doveva essere non solo il partito post-ideologico, ma anche post-ideale… ovviamente solo quando si parla di sinistra.
    Poveri noi, poveri noi…

  6. ILARIA ha detto:

    bell’articolo, condivido.
    Sarà che è diverso tempo che non frequento più gli stanzini del partito, sarà che mi riesce difficile decifrare la logica dei nostri dirigenti, ma vi giuro che, ora appena tornata a casa dopo il mio turno di 8 ore, la situazione del pd umbro non è incomprensibile, non è neanche ridicola. Semplicemente non è. Questo partito, e purtroppo i suoi dirigenti (i fossili come i supergiovani) è ben al di là della realtà.
    Con rammarico lo dico, perchè ancora ne facccio parte (la tessera vale credo fino all’estate), ho partecipato alla sua fondazione, ma soprattutto avrei veramente bisogno di un partito e una classe dirigente in grado di rispondere ai problemi e offrire opportunità a me e alla mia generazione. E i problemi vi giuro che ci sono, e non rispondono tutti alla domanda “chi candidiamo a cosa”.
    Cmq cari compagni, perchè questo alla fine siamo, coraggio! Per berci una birra, per fare un partito non so ma forse è il caso di rivederci presto.
    ciao ilaria

  7. Sciuscia ha detto:

    Sono d’accordo con Ilaria sul rivederci presto.

    Anche perché perderemo parecchie regioni e ci sarà da fare il processo alla dirigenza, che bello.

  8. scottparker1983 ha detto:

    Non li voglio giustificare, anzi. Hanno fatto un pastrocchio bello e buono, però Vendola è stato furbo a cacciarsi fuori da una situazione non facile! Chissà magari proprio così rivincerà in Puglia…

    Paraculi, Giulia, ecco la parola non Vendoliani non mi veniva… 😉

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