Se arriva il terremoto mi rifugio in Grecia

Pubblicato: 18 gennaio 2010 in Oggi me la prendo con
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Ieri hanno sfilato i nostri “connazionali” scampati al terremoto di Haiti e tornati in Italia.

Su tutte si è fatta notare, anche perchè i nostri telegiornali l’hanno mandata a reti unificate, una funzionaria Onu che ha rimarcato il suo ringraziamento al Governo italiano, puntuale e perfetto. Alemanno e il Governo, ovviamente, non hanno perso occasione per farsi vedere sorridenti e accoglienti.

E così a Ciampino sono sbarcate, escludendo i funzionari Onu e gli operatori umanitari, persone che vivevano a Haiti da più di cinquant’anni, giovani che l’Italia nemmeno l’avevano mai vista, gente nata ad Haiti ma con parenti italiani.

Insomma italiani tanto quanto io sono greco.

Un vecchietto ha riabbracciato i parenti che non vedeva da sessant’anni. Probabilmente, dopo la commozione mostrata alle telecamere, si sono chiesti chi cazzo fosse e cosa volesse da loro, visto che in tutto questo tempo non aveva trovato il modo di andarli a trovare.

Uno dei dispersi “italiani” era proprietario di un supermercato ad Haiti: uscendo per un attimo dal pietismo per la strage e le centinaia di migliaia di morti, questo non stava meglio di me?

Perchè dobbiamo considerarlo italiano, perchè dobbiamo portarlo in Italia? Non è per i soldi, ci mancherebbe che non lasciamo spendere un po’ di soldi al Governo per fare bella figura!

Ma che me ne frega di questi cento “italiani” morti in un terremoto che di vittime ne ha fatte trecentomila, se non frega quasi nemmeno ai loro parenti?

Non consideriamo italiane le badanti ucraine, i bambini cinesi o nigeriani che parlano romano e che a Roma sono nati, non riconosciamo cittadinanza, voto, diritti, agli immigrati rumeni, marocchini, senegalesi, albanesi, filippini che in Italia vivono e lavorano regolarmente da decenni, ma ci affrettiamo a riportare in Italia e a considerare italiani persone che l’Italia nemmeno l’hanno mai vista, o di certo neanche se la ricordano.

Rincorriamo un calciatore scarto del Brasile per portarlo in nazionale, mentre Balotelli che parla bresciano lo consideriamo un ragazzino viziato perchè si ribella ai fischi razzisti, Okaka veniva fischiato anche dai suoi tifosi, ma è nato a Castiglion del Lago e c’ha pure il donca quando parla. Ma i due sono sporchi negri, mentre Camoranesi è bianco, e anche se l’Italia l’ha vista solo per venirci a prendere i miliardi è campione del mondo.

Se arriva il terremoto voglio l’aereo con la bandiera greca che mi prende a S.Egidio e mi porta a Patrasso.

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commenti
  1. Sciuscia ha detto:

    Se c’è il “donca” non si discute.

  2. peola borghese ha detto:

    donca un cazzo, a castiglione parlano mezzo aretino. via gli aretini dall’italia.

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