You may say i’m a dreamer…

Pubblicato: 10 dicembre 2009 in Oggi me la prendo con, PD sta anche per...
Tag:, ,

13 novembre 2008

A distanza di una settimana ci posso credere.

Avevo detto che finchè non avessi visto non avrei creduto. Ho visto!

Ho visto l’America capire che l’assillo di pagare tasse che ti dimezzano lo stipendio non esiste, quando non hai lo stipendio.

E che forse forse vale la pena, per avere un’assistenza sanitaria per te e i tuoi figli, anche quando non lavori.

Che non te ne frega niente di quello che avviene dall’altra parte del mondo, di cercare presunti nemici della libertà, quando le fabbriche dell’Ohio chiudono e ti mandano a spasso.

Che forse il nemico non sta nel deserto iraqeno, ma nelle grandi metropoli in cui vivi, che dovresti interessarti di più alla General Motors, o alla Lehmann Brothers, che a Ahmadinejad e a Bin Laden.

Che la crisi non la pagheranno le banche, il governo Bush e la Fed, che l’hanno creata con le loro politiche economiche.

You may say i’m a dreamer, ma Obama è uno dei pochi politici rimasti capaci di emozionare, di non far sognare soltanto, ma di far credere nel cambiamento.

La sua voce alta e stentorea mette ancora i brividi, anche se non riuscirà a cambiare il mondo, anche se cercheranno di fermarlo, anche se gli interessi economici sono altissimi.

Yes we did it!

ps: come al solito, visto che in Italia il livello è basso, molto basso, i giornalisti dalla schiena dritta di casa nostra hanno dato il meglio anche in questa occasione.

Alle 2.10 del 5 novembre, mentre arrivavano risultati ormai decisivi per Obama, Rossella (non un pericoloso sovversivo comunista, Rossella, uno dei prediletti di Berlusconi) su Canale 5 da Mentana diceva che potevamo anche andare tutti a dormire, tanto era chiaro il risultato.

Nello stesso istante, invece, Vespa su Rai1 faceva dire al ministro Frattini (uno che di politica estera se ne intende, tanto da permettersi di saltare vertici internazionali per rimanere alle Maldive) che ancora “si rimarrà a seguire per molte ore, anche se alla fine il risultato potrà essere a valanga per l’uno o per l’altro”.

Alle 2.15, imperterrito, il mitico Vespa chiedeva se “si sarebbe aspettato un testa a testa come quello che stiamo vedendo” ad un giornalista americano, il quale lo guardava strano e gli rispondeva che non c’era nessun testa a testa.

Alle 2.19 ho spento e sono andato a dormire. Felice.

A distanza di una settimana ci posso credere.
Avevo detto che finchè non avessi visto non avrei creduto. Ho visto!
Ho visto l’America capire che l’assillo di pagare tasse che ti dimezzano lo stipendio non esiste, quando non hai lo stipendio.
E che forse forse vale la pena, per avere un’assistenza sanitaria per te e i tuoi figli, anche quando non lavori.
Che non te ne frega niente di quello che avviene dall’altra parte del mondo, di cercare presunti nemici della libertà, quando le fabbriche dell’Ohio chiudono e ti mandano a spasso.
Che forse il nemico non sta nel deserto iraqeno, ma nelle grandi metropoli in cui vivi, che dovresti interessarti di più alla General Motors, o alla Lehmann Brothers, che a Ahmadinejad e a Bin Laden.
Che la crisi non la pagheranno le banche, il governo Bush e la Fed, che l’hanno creata con le loro politiche economiche.
You may say i’m a dreamer, ma Obama è uno dei pochi politici rimasti capaci di emozionare, di non far sognare soltanto, ma di far credere nel cambiamento.
La sua voce alta e stentorea mette ancora i brividi, anche se non riuscirà a cambiare il mondo, anche se cercheranno di fermarlo, anche se gli interessi economici sono altissimi.
Yes we did it!
ps: come al solito, visto che in Italia il livello è basso, molto basso, i giornalisti dalla schiena dritta di casa nostra hanno dato il meglio anche in questa occasione.
Alle 2.10 del 5 novembre, mentre arrivavano risultati ormai decisivi per Obama, Rossella (non un pericoloso sovversivo comunista, Rossella, uno dei prediletti di Berlusconi) su Canale 5 da Mentana diceva che potevamo anche andare tutti a dormire, tanto era chiaro il risultato.

Nello stesso istante, invece, Vespa su Rai1 faceva dire al ministro Frattini (uno che di politica estera se ne intende, tanto da permettersi di saltare vertici internazionali per

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...