Vacca al macello

Pubblicato: 10 dicembre 2009 in guardate, Non sono un uomo frivolo
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25 settembre 2008

Sono nervoso, vado avanti e indietro per il piazzale.

Il primo treno l’ho perso perchè per fare Via di Portonaccio con l’autobus c’ho messo venti minuti, il secondo è in ritardo di dieci minuti. Insomma sono arrivato alle 9 precise, fortuna ero uscito con mezz’ora di anticipo.
Per un pezzo di strada mi sono ripetuto il processo di integrazione europea, me lo sento. Temo invece le solite stronzate, condizione femminile, questione meridionale, ambiente.
Ho messo la stessa camicia a maniche corte dell’8 maggio, puntando tutto sul caldo di Roma.

Sono nervoso. Ho paura di aver sbagliato tutto, di essermi preparato poco e male.

Per fortuna quando sento parlare gli altri in attesa vicino a me un po’ mi rincuoro… “La Costituzione non la conosco per niente, per farci un tema ci vorrebbe una laurea in giurisprudenza…” (certo…) “Il prefetto Mori? Era colluso con la mafia” (esatto) “No dai, non è che possono chiedere le cose di politica” (no tranquillo, tema sulla storia italiana dal ’45 a oggi, chiederanno qualcosa sul salto in alto…)

Sono nervoso, e ho pure sonno. Mi sono svegliato alle 03:48 sognandomi la crisi di governo del ’78. Qualcosa non va.

Atmosfera da vacche al macello, da provini di veline. Qui di veline ce ne sono poche a dir la verità. Tranne una, roscetta, la noto subito. Che occhi.

No lascio perdere, almeno per oggi mi trattengo.

C’è chi si è portato la mamma, chi il figlio. C’è il ciccione con una camicia stretta che suda. C’è il nerd con le nike alte, la camicia a righe, il gel ai capelli (amico, il 1996 è finito da un po’…). C’è il figo con la t-shirt sportiva, i jeans stretti, gli occhiali da sole e la felpa legata ai fianchi. (anche il 1986 è finito)

C’è quello preparatissimo, c’è il quarantenne, c’è la secchiona che pensa di stare ancora al liceo e ripassa le ultime cose, c’è il metallaro fuori tempo massimo che si infila una banana nella tasca, c’è quello che dorme appoggiato sul marciapiede, c’è quello in giacca e cravatta, c’è il frocio amico delle donne, che da come parla è un misto tra Joseph, Silvio Muccino e Stefano Dolce.

Spingono, e soprattutto hanno tutti una bottiglia d’acqua, qualcuno anche da un litro e mezzo.

Ma sto a un concorso o a un concerto di Vasco Rossi??

La prima che entra ha le stampelle, la seconda e la terza sono incinte. C’è subito qualcuno che passa avanti.

Sulle scale mi ritrovo vicino alla roscetta (eh ma allora…) piacere Rachele… ah sì, piacere Matteo… ma dai, veramente fai giurisprudenza, allora sai tutto (e dai ti prego…), una tesi in diritto costituzionale?? (Ma che è de Marsscianoo? No di Siena, da come dice voabolario) Sei di Todi? Io di Fabriano, siamo vicini! (sì, un appennino di mezzo)

I dipendenti sono tutti gentilissimi, anche se gli hanno allungato la pensione da 53 a 60 anni. Sarei gentile anch’io comunque. (per questo sto qui)

Mi siedo, un’ora dopo si comincia. “A sessant’anni dall’entrata in vigore della costituzione, cosa è attuale e cosa può essere oggetto di revisione” (non ci credo, ho sentito male) Lo ridettano e lo scrivo sul foglio (esulto). I due temi non estratti sono l’integrazione europea (ma va?!) e il ruolo delle forze armate (cosaaaa???) Cerco di restare tranquillo, quello accanto mi fa “è andata bene”, e io (fai il vagoooooo) “beh, sì, tra i tre penso sia il migliore”

Organizzo le idee anche perchè i primi pensieri che mi sono venuti sono Craxi e Veltroni, e non è un bel pensare.

Tre pagine in tre ore, un’impresa. Potrei aver sbagliato tutto, essere andato fuori tema, la valutazione è molto soggettiva e potrebbero fare di tutto… però cazzo, ho citato Calamandrei, la Costituzione della repubblica romana del 1848, il Bundesrat tedesco.

Il secondo giorno sono più tranquillo, almeno ho dormito. (ho perduto la magia, per sparire tra la gente…)

Ritrovo Rachele, che sa tutto di inglese. Sono tranquillo all’inizio, poi dopo due ore ad aspettare al banco mi girano. (è dura se sei Silvan, è dura essere Silvan…) I quiz di diritto costituzionale sono veramente difficili, però so che gli elenchi da cui vengono estratti a sorte i cittadini che vanno ad integrare la Corte Costituzionale in caso di messa in stato di accusa del presidente della Repubblica vengono compilati ogni nove anni. (esser sempre divertente, sai non è più divertente…) Inglese è facile, troppo, tranne due che sono impossibili. Una la becco, Rachele la sbaglia, le manderò un messaggio per avvisarla perchè era sicura, una no. Whom. Mario Barcaccia I Love you.

Attendo il 14 novembre, se la Carfagna fa le leggi sulle mignotte (chi meglio di lei, dicono i maligni) e Sara prende 29 a storia (scherzo, ricordati il Cile!) tutto è possibile.

Per fortuna che finisce con la festa di Mario (ma poi, s’è saputo di chi era sta festa?!), a casa di Loredana Bertè (ciao, è morta mia sorella), una pazza che nel bel mezzo fa “scusa ma devo prendere la pillola sennò resto incinta”, Mirko dei Bee-Hive e Fra/Morgan.

Con Andrea (ubriaca), Fede (che ha tolto il piercing ed è sempre più bella) e Claudia (che alle undici decide di conciarsi da punk).

E con Roma, che di notte è ancora più bella.

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commenti
  1. Sciuscia ha detto:

    Be’, in bocca al lupo!

    Tromba’ Rachele non se ne parla mi sà, eh?

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