Salut a soreta

Posted: 12 novembre 2011 in Oggi me la prendo con

C’ero a guardare quelli che gli urlavano di vergognarsi. Defilato, ho fatto un passo indietro anch’io, per guardare più loro che lui.
C’era il poliziotto che fino all’ultimo lo difendeva anche se “no ma io non l’ho votato eh”, e c’era un buffo omino con degli strani occhialetti, accaldato e incazzato. Il primo guadagna poco più di mille euro, il secondo, apparentemente, molto di più. “E’ vero però, i ristoranti sono pieni… la crisi ancora non c’è”, abbozzava il poliziotto. “Sì, sono pieni di loro e delle loro zoccole!”, rispondeva l’omino. Uno dei dilemmi senza risposta lasciati dal berlusconismo consiste proprio in questo: come le classi di riferimento di destra e sinistra si siano completamente mescolate, se non invertite, e come mai oggi alla sua caduta brindino gli industriali e piangano le donne delle pulizie.

Non siamo in piazzale Loreto, momento alto di sfogo e di liberazione di un popolo non formidabile in reazioni ma finalmente liberato dall’oppressione. Qui non c’è nessun dittatore appeso e vilipeso dalla folla.
Non siamo nemmeno davanti all’Hotel Raphael, che pure si trova qui dietro a pochi metri, ma in realtà è distante anni luce: non c’è un politico corrotto a cui tirare monetine, non c’è un popolo che si riscuote e con violenza e coscienza trova un colpevole e lo travolge.
C’è solo l’uomo politico più influente degli ultimi vent’anni Leggi il seguito di questo post »

Italians die better

Posted: 8 novembre 2011 in Oggi me la prendo con

Quanto si vive bene in Italia.
E quanto si muore bene in Italia.

In Italia puoi morire annegato vivendo in un seminterrato. O anche annegato per strada, se ti trovi lì al momento giusto.
Muori perchè la tua casa è sotto il livello del fiume, e il fiume quando si riempie e decide di uscire non sta tanto a pensare a chi c’è. Muori perchè vengono giù muri pericolanti, perchè franano le strade, perchè crollano le dighe costruite male. Oddio, a volte nemmeno serve una vera alluvione, bastano un paio d’ore di pioggia, i tombini che non vengono mai puliti e le strade che si allagano subito. Si muore anche per questo in Italia.
Certo, se nel letto del fiume ci costruisci le case è un po’ più facile morire, ma in Italia succede anche questo.
Però so disgrazie, perchè più di tutto in Italia si muore a lavoro. Magari in un edificio pericolante, lavorando a 4 euro l’ora.
O cadendo da un’impalcatura non a norma, in un cantiere non a norma. In un’acciaieria, in un porto, a volte perfino in un supermercato. Insomma, se ti piace morire a lavoro, in Italia sai come fare. Certo, devi essere un operaio, perchè se sei un imprenditore al massimo ti puoi suicidare, ma dovresti avere dignità e fegato, sì in Italia succede anche questo ma la procedura è complessa.
Se non hai fretta ma vuoi un risultato certo, puoi scegliere l’eternit. Quella polvere bianca che ha fatto ricco il tuo paesino non si attacca solo ai muri, ma anche ai polmoni, e non li lascia più.
Ma se la tua passione è studiare ci sono tanti modi per morire anche sui libri: Leggi il seguito di questo post »

MASSIMO (con la voce da cattivo dei film) La situazione è drammatica, i sondaggi sono chiari…

WALTER (con la voce di Winnie The Pooh): Che succede Massimino?

M: Non chiamarmi Massimino te l’ho detto mille volte!

W: Ma perchè no, lo sai che ti voglio bene…

M: Ascoltami idiota, la situazione è seria! Guarda gli ultimi sondaggi, il centrosinistra è in netto vantaggio…

W: Ah dicono che vinciamo di 8 punti, bene!

M: Bene un cazzo! E’ una tragedia, te ne rendi conto o no???

W: Beh torniamo al Governo, non sei contento?  Io non vedo l’ora, stavolta voglio fare il Ministro degli Esteri!

M: Scordatelo! Quello è mio a vita!

W: Uffa… va bene allora potrei fare il Ministro della Giustizia, come il grande Bob Kennedy…

M: Smettila di fare il bambino, tu al massimo andrai alla Cultura. Così vai a farti insultare pure da De Sica che c’ha i miliardi e dice che il cinema muore di fame!

W: Sì sì la cultura sì, così faccio il Festival del Cinema Espressionista di Ladispoli, dichiaro il Subbuteo Sport Nazionale e…

M: Ma vuoi starmi a sentire? Rischiamo davvero di vincere le elezioni stavolta, tutti i sondaggi sono con noi, Berlusconi è completamente sputtanato e quella specie di alleanza con Di Pietro e Vendola viene vista come un’alternativa credibile… dobbiamo assolutamente inventarci qualcosa!

W: …per stravincere?

M: Ma no, scemo, per perdere! Non possiamo mica andare al governo in questo momento! La crisi durerà anni, ci vai tu a tagliare le pensioni alla povera gente? A dichiarare guerra alla Siria? A chiedere aiuto alla Merkel? Ci litighi tu tutti i giorni con Di Pietro??? Leggi il seguito di questo post »

Come darsi un tono

Posted: 5 ottobre 2011 in Non sono un uomo frivolo

Un viaggio in pullman significa 5 ore con 50 persone che parlano, prima o poi quasi tutte, al cellulare. Significa 50 suonerie diverse, 50 “come staiiii??? No non mi disturbi affatto…”
E il problema non è tanto il “ring polite” che non è polite per niente perchè è tenuto al massimo, o il Goran Bregovic alternato a David Guetta e remixato con Le freak c’est chic con un refolo di zufolo peruviano che suona Celine Dion.
Gli hanno detto di darsi un tono, e hanno pensato subito a quello del cellulare.

Il problema è che la gente ci tiene a farci sapere i cazzi suoi, e non riesce a stare qualche ora senza nemmeno una telefonatina breve breve nella quale racconta vita, morte e miracoli della propria vita. In questo pullman un po’ sfigato non vedo Prìncipi del foro della Sulga, nè Anne Magnani con il capello rosso tinto, nè Amartya Sen del Verghereto.
Eppure l’esperto consulente finanziario sa tutto della crisi di questi mesi, sa quando e come passerà e proprio per questo si sente in dovere di dirlo a tutto l’autobus.
Eppure non esiste vibrazione – quella sconosciuta – nell’Iphone della grande attrice “dde Roma” con la dizione perfetta delle “s” e delle “c” che ogni tanto se ne esce con qualche “mortacci tua” perchè è anche attrice popolare, conosce personalmente Giancarlo Giannini e ha rifiutato Checco Zalone perchè “ce annassero a lavorà quelle giovani per quei quattro sordi”.
Eppure il grande avvocato non trova posto migliore per raccontare ad un collega tutta la sua strategia difensiva per il suo prossimo grande caso, adeguatamente diluita in ripetute telefonate.
Mi sento un poveraccio senza nessuno che fa trillare il mio cellulare, quasi quasi chiamo mia mamma e la saluto con un “Buongiorno dottore”, ma temo creda sia ubriaco alle quattro del pomeriggio e rinuncio.
Fortuna che per spezzare la noia il pullman è stato fermo un’ora tra i monti.

La gente non ha un cazzo da dire, ma lo dice ad alta voce.

Non sono un Cucchi, un Bianzino, un Aldrovandi. Non ho toccato con mano la violenza della Polizia solo perchè sembravo un tossico.
Non sono nemmeno un Giuliani, non volevo cambiare il mondo con un estintore in mano, non ho incontrato un poliziotto più giovane di me mandato lì non si sa come. Non sono nemmeno un Sandri e nessun fascista laziale scriverà sui muri di mezza Roma “Gabbo vive” senza sapere quasi chi sono.

Sono solo uno che il 16 agosto gli tocca andare a lavorare. Più fortunato di altri, ma sempre a lavorare di 16 agosto, in ritardo di un’ora per colpa di un treno che non arriva, sulla banchina zeppa di gente in una stazione dove non dovevo essere, in attesa.
Mi appoggio un attimo sulle gambe, mentre leggo un libro, sul marciapiede dei binari. Il braccio della legge arriva subito, sotto forma di due poliziotti che da lontano mi fanno cenno di alzarmi. (Ma non passa un treno da un’ora su quel binario!)
Mi guardo intorno, ce l’hanno proprio con me. Mi alzo, faccio notare che non passa un treno da un’ora, e sì, mi girano le scatole, perchè è il 16 agosto e sono ritardo di un’ora e non posso nemmeno appoggiarmi alla banchina, e quindi lo ammetto, posso non essere sembrato la persona più accomodante del mondo. Ma a quanto pare non sono l’unico a cui girano le scatole di lavorare il 16 agosto, e infatti passa qualche minuto e i poliziotti si avvicinano e il più sbruffone (c’è sempre un poliziotto più sbruffone quando viaggiano a coppia, spesso è romano, pelato e con i rayban a goccia!) mi chiede i documenti. L’altro intanto mi fa la paternale, e è pericoloso, e gli incidenti, e ci vuole arrivare a salire sul treno (ma mi sono alzato subito appena mi avete richiamato!).

- Ma si rende conto che esempio sta dando?
- Esempio? Non ho figli, e questa gente intorno a me è cresciutella per seguire i miei esempi.

Rido, mi chiedono che cosa c’è da ridere, rispondo che c’è molto da ridere, intorno stanno ridendo tutti, incazzati come sono per il ritardo del treno e costretti a vedere la scena di due poliziotti che si rendono ridicoli. Se ne vanno e stanno via mezz’ora, con il mio documento, scrivono qualcosa, poi si avvicinano, ma solo un po’.

- Ma dove sta?
- Aho ma che sei rincojonito, non lo vedi che è questo – fa lo sbirro della paternale a quello sbruffone, indicando me.
- Guardi questo è il verbale, se lei lo vuole firmare…


- Firmare cosa, ma che è una multa?
- Sì sono 16,67 €…
- Cioè lei mi fa la multa perchè ho oltrepassato la linea gialla? Allora guardi a quanta gente deve fare la multa, la banchina è piena di gente oltre la linea, è impossibile non superare la linea, faccia la multa anche a loro!
- Beh no lei si era seduto e…
- Che cosa dice l’articolo che avrei violato? (troppo facile, lo sbirro è ignorante in generale, ma nel diritto non sa nemmeno quello che legge)
- Beh ecco è il… (leggendo) 17, comma 1 e 2 che dice che non ci si può sedere…
- Ma davvero, esiste un articolo che dice che non ci si può sedere?? O forse dirà che non si può oltrepassare la linea, o genericamente di osservare le prescrizioni?
- Beh comunque lei stava seduto e… (adesso non lo fa più tanto lo sbruffone) se vuole firmare il verbale, se ha qualcosa da dichiarare…
- Niente da dichiarare e il verbale non lo firmo! (l’esprit de l’escalier mi fa dichiarare “Ma non vi siete vergognati nemmeno un po’ di aver fatto questa bella scena?”, ma evito.)
- E guardi che comunque sarebbe anche interruzione di pubblico servizio…

bum!

Dopo l’ultima sparata, che faccio notare con un’altra grassa risata, posso salire in treno, dopo aver scattato un paio di foto, con in tasca l’inedito della multa per aver oltrepassato la striscia gialla e con il commento del vecchietto accanto a me: “Non c’avevano proprio un cazzo da fa questi…”

Però mi sono divertito, si spendono 20 € per passare un’ora e mezza a teatro, 8 per andare al cinema, anche 50 € per vedere una partita di calcio, anche dovesse andarmi male il ricorso avrò speso 16 € per divertirmi con due poveri sbirri che sembravano due macchiette di un film comico…

Poi mi rendo conto di essere stato solo fortunato, e che sempre violenza è stata. Hanno usato l’unica forma di violenza che avevano a disposizione, gratuitamente. Il blocchetto delle multe. Non ci fosse stata gente e fossi sembrato un tossico e al posto del blocchetto avessero avuto un manganello, non me la sarei cavata con 16 €…

Alla loro altezza

Posted: 10 agosto 2011 in guardate

“Già dall’anno scorso ho messo in atto una “risibile” quanto personalissima forma di protesta, imponendomi di non partecipare a nessuno spettacolo ed anche quest’anno il “posto” riservatomi per il mutamento degli scenari politici è rimasto vuoto”
Bruno Bertini, all’epoca assessore comunale in quota Fiamma Tricolore, in riferimento al TodiFestival 2007, 23 luglio 2007

“E’ assurdo che una rappresentante del popolo possa agire nella logica di “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Non solo non hanno dato cenno di collaborazione affinché la manifestazione culturale primaria della Città riuscisse, ma stanno organizzando, per la serata di chiusura del Festival, un’altra manifestazione nell’area verde di Cappuccini con il Tuderock, Non ci sono parole per definire la meschinità di un simile atteggiamento [...]
L’opinione pubblica deve sapere di quali ignobili azioni siano capaci, azioni che squalificano una figura politica che è proposta dal Centrosinistra come una delle future candidature a sindaco. Hanno sempre disertato ogni manifestazione culturale presentata in questi anni e non contenti hanno anche influenzato i cittadini per fare altrettanto. [...]

Mario Epifani, consigliere comunale Fiamma Tricolore, 8 agosto 2011

“Grave l’atteggiamento del Consigliere Romina Perni che, tentando di politicizzare un iniziativa (proprio “un iniziativa” hanno scritto, NDR) culturale come il Tuderock, spera di boicottare il Todiartefestival, non rendendosi conto di arrecare danno alla città, al tuderock e ai tanti giovani che desiderano solo suonare e divertirsi.”
Comunicato Pdl Todi, 9 agosto 2011

Hanno fatto finta per anni di portare avanti il Tuderock, puntando invece ad affossarlo. Per fortuna oggi il Tuderock ha trovato altre strade per sopravvivere.
Fino al 2007 hanno sputato merda ogni giorno sul TodiFestival, accusandolo di essere una manifestazione che portava avanti i “soliti valori” come l’antifascismo e il femminismo e rappresentava solo spettacoli “intrisi dell’ideologia comunistoide”.
Hanno mortificato la vitalità della Biblioteca comunale, con ogni mezzo.

Hanno svilito la stagione di prosa, tagliando i fondi ed escludendola dal circuito regionale, con il risultato mirabile di diminuire la qualità e il numero degli abbonati e dei biglietti venduti.

Chi è che si dovrebbe dimettere?

Equa Italia

Posted: 17 luglio 2011 in Oggi me la prendo con
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lo scontrino questo sconosciuto

Ma sì dobbiamo aprirci, devi essere più moderno. Non possiamo sempre essere il partito delle tasse.
Anche gli autonomi, i liberi professionisti, le piccole imprese hanno le loro ragioni. E anche loro sono strozzati dalla crisi, che alla fin fine non l’hanno mica creata loro. Non ce la fanno più con le spese, le tasse, in fin dei conti le piccole imprese sono famiglie, qualche dipendente, tutta gente onesta, che lavora. I commercianti non sono i veri nemici, è gente come noi.
Ma lo sai che Equitalia li sta portando alla rovina? Gli hanno sequestrato le macchine, la casa, tutto per debiti e tasse non pagate di poco conto. Con gli interessi debiti di mille euro diventano tremila in un mese, ci sono in giro cartelle impazzite, questi non ce la fanno più, così non è giusto. Questa gente va difesa.

Poi è venuto l’idraulico. Leggi il seguito di questo post »

L’eccezione

Posted: 8 luglio 2011 in Esco solo con lei
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In questo blog non si pubblica mai materiale altrui o articoli vari. L’eccezione è Marco Travaglio.

Siccome gli italiani sono un popolo di pallonari e i tre quarti dei giornalisti una manica di pallisti, ci voleva Calciopoli per far capire che la prescrizione e l’assoluzione sono cose opposte.

Cos’è accaduto? Che il pm sportivo Palazzi ha chiuso le indagini sulle intercettazioni di Calciopoli relative all’Inter e ha sostenuto che, telefonando ai designatori arbitrali, l’Inter di Moratti e Facchetti ha violato l’art. 1 (“slealtà sportiva”) e l’art. 6 (“illecito sportivo”), ma non può essere punita perché è tutto prescritto. A meno che, si capisce, l’Inter non rinunci alla prescrizione. Palazzi equipara l’Inter agli altri club puniti per Calciopoli:Fiorentina, Lazio e Milan. Tutti tranne uno: la Juventus di Moggi e Giraudo, protagonista di fatti “di differente gravità, protrazione e invasività”, dunque fuori concorso e giustamente retrocessa in Serie B e privata di due scudetti. Però il pm sportivo ricorda che la sua tesi accusatoria contro Milan, Fiorentina, Lazio e ora Inter è già stata sconfessata dalla Corte federale, secondo cui non basta telefonare ai designatori per commettere illecito: occorre che le pressioni arrivino agli arbitri e li condizionino. La qual cosa Palazzi non è riuscito a provare per nessun club, eccetto la Juve. Dunque è verosimile che, anche se l’Inter rinunciasse alla prescrizione, verrebbe assolta o privata di qualche punto. E, siccome le presunte pressioni interiste non sortirono effetti e ai tempi della Triade Bianconera l’Inter perdeva campionati truccati, nessuno scudetto deve passare di mano. Ciò detto, sarebbe un bel gesto da parte di Moratti rinunciare alla prescrizione per farsi giudicare nel merito.
Così potrà finalmente difendersi nel processo sportivo (penalmente, gli inquirenti napoletani hanno già ritenuto che non c’è nulla di rilevante). Già, perché finora hanno parlato solo Palazzi e Moggi Leggi il seguito di questo post »

C’era sempre tanto sole nell’ estate della nostra gioventù.
Un sole infinito ed eterno. Giocavamo a pallone dalle nove di mattina alle nove di sera, e non c’erano 34 gradi all’ombra a fermarci. Non esistevano macchine, stanchezza o fame, perchè l’estate era lunghissima ma sarebbe finita, quindi andava bruciata tutta.
C’erano mani nere, c’erano i segni delle pallonate, c’era una canottiera sudata e sporca da sfoggiare per giorni.
Non esistevano donne per le quali essere belli, quindi non c’erano problemi. Quelle che c’erano erano più sporche e più dure di noi.

C’era una bicicletta nuova che nessuno ti avrebbe mai rubato, per scalare salite vere riadattate a montagne immaginarie, per sentirsi un Bugno o un Chiappucci, mai un antipatico come Indurain che in salita non si alzava mai sui pedali e non ci emozionava.
C’erano i pomeriggi da passare al fresco dei primi supermercati, che l’aria condizionata era una cosa nuova, vent’anni fa o giù di lì. E poi al massimo uscivi con 600 lire di lattina di coca-cola.
L’Italia ai Mondiali o agli Europei non faceva grandi figure, ma noi vedevamo tutte le partite dal televisore in cortile, discutendo dei cambi di Sacchi, di quanto è scarso Casiraghi e di Baggio che però è Dio.
Avevamo i segni alle dita per le ore in piscina, e ad attenderci fuori c’era il Cucciolone, il Fior di Fragola o il Calippo. Il Cookie non piaceva a nessuno, il Cornetto l’avremmo capito solo con la maturità.
E c’erano le mamme che non ci potevano fermare, ma potevano dirci di fare i compiti anche d’estate, e non si sarebbero mai sognate di dire che i compiti sono un’ossessione.

And you run and you run to catch up with the sun, but it’s sinking
And racing around to come up behind you again
The sun is the same in the relative way, but you’re older
Shorter of breath and one day closer to death

Saranno 4 sì, dopo settimane passate a sconfiggere ogni dubbio, più degli altri che mio.

Sì perchè sul legittimo impedimento c’è poco da dire: non esiste impedimento per chi deve affrontare un processo, può essere presidente del Consiglio e partecipare ai processi. A maggior ragione se quel Presidente è Silvio, e quella legge se l’è fatta su misura.

Sì ai referendum sull’acqua, tutti e due: prima pecca di come è stata impostata la battaglia dei Sì, e purtroppo sintomo di come vanno le cose da noi. La legge non parla di gestione dell’acqua, ma di affidamento di servizi pubblici locali. In alcuni casi la partecipazione di soggetti privati alla gestione, controllata e limitata, di servizi pubblici potrebbe essere salutare e conveniente. In un paese normale ed efficiente, ma non in Italia.

Sì ai referendum sul nucleare. Non per gli incidenti, non perchè tanto le centrali stanno in Francia e se scoppiano lì per noi è uguale, non perchè l’energia qui da noi costa troppo.
Purtroppo, per la seconda volta, in Italia si discute di un argomento così importante sull’onda emotiva di un disastro come quello di Fukushima. Sul tema la scienza si divide e un approccio meno ideologico buoni/cattivi o giusto/sbagliato sarebbe corretto. Leggi il seguito di questo post »

E’ tutto bellissimo qui al Villaggio V.I.P. degli Internazionali di Tennis, dove si entra solo con l’invito. Non si paga, serve l’invito: l’ultimo dei cafoni rimane fuori, anche se c’ha i soldi.
E’ bellissimo, tutto è scintillante, tutti ridono, tutti si divertono. Poi stasera c’è uno dei Black Eyed Peas che fa un concerto. Cioè in realtà mette i dischi, ma ci farà ballare, qualcosa suona, quindi è un concerto.
Qui al villaggio V.I.P. una bottiglietta d’acqua costa due euro, ed è anche calda. Le partite non le puoi vedere, ma per quelle c’è il maxischermo, che si vede anche male, ma in fondo chi è che è venuto qui a vedere le partite, agli Internazionali di Tennis.
Il Villaggio V.I.P. in realtà non è così riservato come sembra, gli amici degli amici sono tantissimi in Italia, la pista all’una si riempie, quando io me ne vado.

Ma se al Villaggio V.I.P. entri se sei amico degli amici, al priveè del Villaggio V.I.P. entri solo se sei amico degli amici degli amici degli amici. A quanto pare io lo sono, così mi dicono, anche se non ho idea di chi sia l’amico che ci fa entrare. Però mi chiede se mi piace e se mi diverto. E certo che mi diverto, dico io. Forse lo deve chiedere da contratto.
Comunque, passare davanti al buttafuori e guardarlo con occhi di sfida è sempre piacevole. Brutto mestiere il buttafuori. Hanno sempre mani incrociate davanti, con vistosi anelli d’argento o di acciaio. Sono sempre pelati e spesso senza collo.
Dentro al privee del villaggio V.I.P. degli Internazionali di Tennis c’è odore di cravatte messe male Leggi il seguito di questo post »

Lo sfasciacarrozze è più intelligente di un rottamatore, soprattutto di quelli che girano di questi tempi.

Lo sfasciacarrozze ti accoglie con le mani sporche di grasso, che si pulisce su uno straccio sporco di grasso.
Lo sfasciacarrozze è sempre atletico e giovanile.
Lo sfasciacarrozze se lo guardi bene dimostra più anni di quelli che ha.
Lo sfasciacarrozze è un personaggio mitologico, tutti lo conoscono ma nessuno l’ha mai visto.
Nello sfasciacarrozze si crede per fede.
Le rughe sul viso dello sfasciacarrozze non sono rughe, sono cicatrici. I segni del tempo non sono segni del tempo, sono coltellate.
Vabbè ma va’ da ‘no sfasciacarozze!
Lo sfasciacarrozze in questa vita è sfasciacarrozze, ma potrebbe essere anche spacciatore, psicologo, ladro, ingegnere.
Il tempo come concetto storico, nella vita dello sfasciacarrozze, non esiste.
Lo sfasciacarrozze è al limite tra la legalità e l’illegalità. Tu che ci vai sei oltre.
Dallo sfasciacarrozze ci vanno tutti, professionisti e operai, ladri e imprenditori.
Lo sfasciacarrozze può farsi tutte le macchine che vuole.
Lo sfasciacarrozze è democratico, tratta tutti allo stesso modo.
Lo sfasciacarrozze non ha altri nomi, è sfasciacarrozze.
Ao ma che fai o sfasciacarozze?!
Lo sfasciacarrozze è in fondo a una strada, in mezzo a un campo, Leggi il seguito di questo post »

Scamarcio in copertina su Sette. “Non sono un bad boy”. Originale. Non “Ammazza quanto so figo” o “Guardatemi, sono figo”. No, “Non sono un bad boy”.
Mica è cattivo Scamarcio. Al massimo fa piangere quando recita, fa film di merda, c’ha la faccia da pesce lesso e l’espressività di un panino andato a male. Ma non è cattivo.
Anzi adesso si è dato ai film impegnati. Da Moccia ai film impegnati, questo passa il cinema italiano.
Il grande sogno, indigesto polpettone nel quale sono tutti fighi, poliziotti e sessantottini, e gli attori fighi si scambiano sguardi intensi e fighi da soap opera del pomeriggio. E La prima linea, nel quale non recita, sussurra. E tu non capisci quello che dice e pensi che sei sordo, che la tv è rotta o che devi smettere di guardare film su Megavideo. Invece è Scamarcio che parla proprio così.

La scrittrice che lo intervista, Camilla Baresani, ci tiene subito a dire che Scamarcio è figo, ma proprio figo, e anzi che non se lo ricordava così figo, si inventa addirittura “l’effetto Scamarcio” Leggi il seguito di questo post »

Già, ma quando?

Posted: 15 febbraio 2011 in Non sono un uomo frivolo
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chiaro e conciso

Che ci faccio qui?
No io alla Bongiorno le mani non le batto! Io questi che hanno scoperto oggi che Berlusconi è un mostro non li sopporto. Dove sono stati fino a adesso?

Che ci faccio qui? Che io il senso di questa manifestazione nemmeno lo condivido del tutto. In piazza dovrebbero scendere tutti, oggi, non solo le donne. Sono offesi gli italiani, non la dignità delle donne, non il corpo delle donne. E che c’entrano la Minetti, Ruby, le escort non proprio ingenue, con queste brave ragazze e queste brave mamme. E a me l’estremismo femminista disgusta, lo trovo controproducente, filosoficamente illogico.

Però la manifestazione è di popolo. E di gente ce n’è tanta. E allora vale la pena esserci, oggi, qui.
Eppure dal palco di stronzate se ne sentono: Sento dire che è ancora colpa della sinistra e di chi non ha saputo “arginare questo fenomeno” e mi metto le mani nei capelli. Berlusconi va a puttane minorenni, fa quello che vuole, seleziona una classe dirigente nel suo harem, gli italiani continuano a seguirlo e la colpa è della sinistra?? E basta!!!

La piazza non la scalda nessuno parlando di “corpo delle donne” o di donne nei posti di potere. Non oggi che siamo al tracollo di un regime.
Perchè oggi sarebbe servita una manifestazione spontanea, improvvisata, di slogan e di bandiere, calda, emozionata, ma incazzata. Non un timido collettivo di autocoscienza femminista.
Ma questo basta, se serve a portare tanta gente in piazza.

In ogni caso, era necessario esserci.

Lunedì scorso RaiTre ha mandato in onda “Il Trasformista”: la storia di un oscuro ambientalista (di destra), idealista e di belle speranze, che viene catapultato in Parlamento nella Roma dei Palazzi del Potere e dopo cene in terrazza, accordi politici nel confessionale e tentativi vani di far passare una legge, cambia casacca ed entra al governo.
Negli stessi giorni, il regista e protagonista del film, Luca Barbareschi, ora parlamentare, si esibisce in trasformismi ripetuti e confusi, tra Berlusconi e Fini, Fini e Berlusconi, Berlusconi e Fini.
Assurto alle cronache politiche nel 1996, Barbareschi consigliò agli italiani, dall’alto di un programma Mediaset di proprietà del capo dell’opposizione,  un po’ scherzando e un po’ no, di non pagare le tasse, proprio nel pieno dei sacrifici per l’ingresso nell’Euro varati da Prodi. Seguirono polemiche da sinistra e difese imbarazzate e imbarazzanti da destra all’ “intellettuale”, che non gli evitarono però il licenziamento dal programma.
Inizia allora a recitare la parte dell’intellettuale scomodo, che non lavora in tv con la sinistra perchè lui è di destra, e non lavora in tv con la destra perchè a destra la lealtà non viene ripagata. Parla di raccomandati e di merito, di An che “porta in Rai solo mignotte“, ma quando poi il centrodestra vince le elezioni suggerisce di “occupare la Rai” infilando uomini di destra (come lui, ad esempio). Controcorrente, contro tutti, scomodo, ma così scomodo che nel 2008 riesce a farsi eleggere alla Camera, nello stesso partito che portava mignotte in Rai, nel frattempo confluito nel Pdl, dove viene nominato Vice Presidente della Commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni. Leggi il seguito di questo post »